Libri Poetici Sapienziali Giobbe Capitolo 25-26

Libri Poetici Sapienziali Giobbe Capitolo 25-26

Giobbe – Capitolo 25

Inno all’onnipotenza di Dio

[1]Bildad il Suchita prese a dire:

[2]V’è forse dominio e paura presso Colui
Che mantiene la pace nell’alto dei cieli?
[3]Si possono forse contare le sue schiere?
E sopra chi non sorge la sua luce?
[4]Come può giustificarsi un uomo davanti a Dio
e apparire puro un nato di donna?
[5]Ecco, la luna stessa manca di chiarore
e le stelle non sono pure ai suoi occhi:
[6]quanto meno l’uomo, questo verme,
l’essere umano, questo bruco!

Giobbe – Capitolo 26

Bildad parla all’aria

[1]Giobbe rispose:

[2]Quanto aiuto hai dato al debole
e come hai soccorso il braccio senza forza!
[3]Quanti buoni consigli hai dato all’ignorante
e con quanta abbondanza hai manifestato la saggezza!
[4]A chi hai tu rivolto la parola
e qual è lo spirito che da te è uscito?
[5]I morti tremano sotto terra,
come pure le acque e i loro abitanti.
[6]Nuda è la tomba davanti a lui
e senza velo è l’abisso.
[7]Egli stende il settentrione sopra il vuoto,
tiene sospesa la terra sopra il nulla.
[8]Rinchiude le acque dentro le nubi,
e le nubi non si squarciano sotto il loro peso.
[9]Copre la vista del suo trono
stendendovi sopra la sua nube.
[10]Ha tracciato un cerchio sulle acque,
sino al confine tra la luce e le tenebre.
[11]Le colonne del cielo si scuotono,
sono prese da stupore alla sua minaccia.
[12]Con forza agita il mare
e con intelligenza doma Raab.
[13]Al suo soffio si rasserenano i cieli,
la sua mano trafigge il serpente tortuoso.
[14]Ecco, questi non sono che i margini delle sue opere;
quanto lieve è il sussurro che noi ne percepiamo!
Ma il tuono della sua potenza chi può comprenderlo?

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