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17 Marzo 2025 2a Domenica di Quaresima (ambr. c)

ArteMusicaPoesia

17 Marzo 2025 2a Domenica di Quaresima (ambr. c)

Bourdon Sebastien – Cristo e la donna samaritana

DOMENICA DELLA SAMARITANA – Anno C – II di Quaresima Rito Ambrosiano

Signore, tu solo hai parole di vita eterna

Introduzione

«Signore, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete»: la Samaritana, nella sua appassionata, ma al tempo stesso confusa, ricerca del Signore è immagine dell’umanità sempre alla ricerca di un «salvatore», ma con una speranza inibita e ristretta. La sua ricerca di Gesù è ancora molto umana: apparentemente desidera solo essere sollevata da una faticosa incombenza quotidiana. L’«acqua viva» offerta dal Signore è lo Spirito che purifica dalle colpe e ci rende figli di Dio. In Cristo inizia per noi il tempo dell’Alleanza nuova: camminando verso la Pasqua, viviamo nella memoria grata del nostro Battesimo, perché anche in noi cresca «la sete di Dio» e si rinnovi il suo dono di grazia.

LITURGIA VIGILIARE VESPERTINA

LETTURA VIGILIAREB(Mc 9, 2b-10)

Lettura del Vangelo secondo Marco.

In quel tempo. Il Signore Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.

Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

Lode e onore a te, Cristo Signore, nei secoli dei secoli. Amen.

Commento al filmato:l’esultante canto delle Trombe accompagnato dalle note ritmate dell’Orchestra, ci introduce alla Bellezza della Trasfigurazione in cui la Divinità di Gesù si manifesta ai tre discepoli prescelti:

«Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.»

MESSA NEL GIORNO – RITI DI INTRODUZIONE

ALL’INGRESSO Cfr  Ap 15, 3; Ef 5, 26; Sal 135 (136), 16

Grandi e mirabili le tue opere, Dio onnipotente, tu che lavi la Chiesa col lavacro dell’acqua in virtù della parola di vita, perché la tua misericordia resta in eterno! Giuste e vere le tue strade, Re dei secoli, che guidi il tuo popolo attraverso il deserto!

Non si dice il Gloria.

ATTO PENITENZIALE

Carissimi, il Signore è buono e ci accoglie alla sua mensa, offrendoci ancora una volta il suo perdono: sorretti da questa speranza, apriamo il nostro spirito al pentimento e invochiamo con fiducia la sua misericordia.

Tu che solo hai parole di vita eterna:

Kyrie, eléison.

Tu che infondi nei nostri cuori la legge del tuo amore:

Kyrie, eléison.

Tu che ci insegni ad adorare il Padre in spirito e verità:

Kyrie, eléison.

Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.

Amen.

Commento al filmato:le note sognanti, dolenti, adoranti, del Pianoforte di questa delicata “Sinfonia” in Sol min di Bach, cantano con armonie dolcissime la supplica del Kyrie:

«Carissimi, il Signore è buono e ci accoglie alla sua mensa, offrendoci ancora una volta il suo perdono: sorretti da questa speranza, apriamo il nostro spirito al pentimento e invochiamo con fiducia la sua misericordia.»

Una luce particolare a questa preghiera, la danno le stupende immagini di “Apparizione di Gesù ai discepoli a mensa” di Duccio da Buoninsegna, “Salvator Mundi” di Antonello da Messina e di Previtali, e “Ascensione” di Giotto

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Dio, che ami l’innocenza e la ridoni, avvinci te i cuori dei tuoi servi; tu, che ci hai liberato dalle tenebre dello spirito, non lasciarci allontanare più dalla tua luce. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.

LITURGIA DELLA PAROLA

LETTURA (Dt 6, 4a; 11, 18-28)

Ponete nel cuore queste parole, insegnatele ai figli.

Lettura del libro del Deuteronomio.

In quei giorni. Mosè disse: «Ascolta, Israele: Porrete dunque nel cuore e nell’anima queste mie parole; ve le legherete alla mano come un segno e le terrete come un pendaglio tra gli occhi; le insegnerete ai vostri figli, parlandone quando sarai seduto in casa tua e quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai; le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte, perché siano numerosi i vostri giorni e i giorni dei vostri figli, come i giorni del cielo sopra la terra, nel paese che il Signore ha giurato ai vostri padri di dare loro.

Certamente, se osserverete con impegno tutti questi comandi che vi do e li metterete in pratica, amando il Signore, vostro Dio, camminando in tutte le sue vie e tenendovi uniti a lui, il Signore scaccerà dinanzi a voi tutte quelle nazioni e voi v’impadronirete di nazioni più grandi e più potenti di voi. Ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà, sarà vostro: i vostri confini si estenderanno dal deserto al Libano, dal fiume, il fiume Eufrate, al mare occidentale. Nessuno potrà resistere a voi; il Signore, vostro Dio, come vi ha detto, diffonderà la paura e il terrore di voi su tutta la terra che voi calpesterete.

Vedete, io pongo oggi davanti a voi benedizione e maledizione: la benedizione, se obbedirete ai comandi del Signore, vostro Dio, che oggi vi do; la maledizione, se non obbedirete ai comandi del Signore, vostro Dio, e se vi allontanerete dalla via che oggi vi prescrivo, per seguire dèi stranieri, che voi non avete conosciuto».

Parola di Dio.

Rendiamo grazie a Dio

Commento al filmato: la strabordante solennità delle note dell’Organo nella spettacolare Fuga in Sol Magg di Bach, raccontano il discorso di Mosè al Popolo di Israele un tutta la sua maestosità:

Vedete, io pongo oggi davanti a voi benedizione e maledizione: la benedizione, se obbedirete ai comandi del Signore, vostro Dio, che oggi vi do; la maledizione, se non obbedirete ai comandi del Signore, vostro Dio, e se vi allontanerete dalla via che oggi vi prescrivo, per seguire dèi stranieri, che voi non avete conosciuto».

SalmoResponsoriale (Salmo 18-19)

Signore, tu solo hai parole di vita eterna.

La legge del Signore è perfetta, rinfranca l’anima;

il comando del Signore è limpido, illumina gli occhi. R. 

Il timore del Signore è puro, rimane per sempre; i giudizi del Signore sono fedeli, sono tutti giusti. R.

Ti siano gradite le parole della mia bocca; davanti a te i pensieri del mio cuore, Signore, mia roccia e mio redentore. R.

Commento al filmato:è di una bellezza emozionante l’Allegrodel Concerto in Re Magg di Mozart; il Salmo 18/19 del Responsoriale, «Signore, tu solo hai parole di vita eterna.»– riprodotto interamente nel filmato – ne viene illuminato di una luce abbagliante; il Corno solista e l’Orchestra si impegnano in un dialogo gioioso, spumeggiante, cantano con toni esultanti:

Ti siano gradite le parole della mia bocca; davanti a te i pensieri del mio cuore, Signore, mia roccia e mio redentore.

EPISTOLA Gal 6, 1-10

Portate I pesi gli uni degli altri: così adempirete la legge di Cristo.

Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati.

Fratelli, se uno viene sorpreso in qualche colpa, voi, che avete lo Spirito, correggetelo con spirito di dolcezza. E tu vigila su te stesso, per non essere tentato anche tu. Portate i pesi gli uni degli altri: così adempirete la legge di Cristo. Se infatti uno pensa di essere qualcosa, mentre non è nulla, inganna se stesso. Ciascuno esamini invece la propria condotta e allora troverà motivo di vanto solo in se stesso e non in rapporto agli altri. Ciascuno infatti porterà il proprio fardello.

Chi viene istruito nella Parola, condivida tutti i suoi beni con chi lo istruisce. Non fatevi illusioni: Dio non si lascia ingannare. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato. Chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione; chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna. E non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo, a suo tempo mieteremo. Poiché dunque ne abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede.

Parola di Dio.

Rendiamo grazie a Dio

Commento al filmato:è grande la tenerezza che sgorga dall’animo di san Paolo in questa sua accorata esortazione ai Galati, una tenerezza espressa in modo mirabile dallo stupendo dialogo dell’Oboe con il Fagotto nel luminoso “Largo”della Sonata in Sol Magg. di Vivaldi:

Fratelli, se uno viene sorpreso in qualche colpa, voi, che avete lo Spirito, correggetelo con spirito di dolcezza. E tu vigila su te stesso, per non essere tentato anche tu. Portate i pesi gli uni degli altri: così adempirete la legge di Cristo.

CANTO AL VANGELO

Cfr  Gv 4, 42. 15

Gloria e lode a te, o Cristo!

Signore, tu sei veramente il salvatore del mondo:

dammi dell’acqua viva, perché non abbia più sete.

Gloria e lode a te, o Cristo!

VANGELO Gv 4, 5-42

La Samaritana.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo. Il Signore Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: 6qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. 7Giunse una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete: ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna -, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».

In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui.

Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ha da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica».

Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

Parola del Signore.

Lode a te, o Cristo.

Commento al filmato:le note ritmate, profonde, struggenti dei Violoncelli solisti, nello splendido “Allegro”del Concerto “Brandemburghese” in Si b magg di Bach, raccontano con toni quasi di mistero l’impressionante episodio dell’incontro di Gesù con la Samaritana; ci sembra di vivere in diretta le emozioni della donna di Samaria cui Gesù apre il cuore con poche intense parole:

Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».

DOPO IL VANGELO

Cfr  Ez 36, 24-26; Sal 50 (51), 12

«Vi separerò dalle genti – dice il Signore – e verserò su voi acque pure; da tutte le vostre colpe sarete lavati e vi darò un cuore nuovo, uno spirito nuovo di giustizia».

 

PREGHIERA UNIVERSALE

Fratelli e sorelle, a Dio, Padre e Signore di misericordia, innal­ziamo fiduciosi le nostre suppliche, perché in Cristo, «sorgente d’acqua viva», estingua la nostra sete di vita e di verità.

Rinnova, o Dio, i nostri cuori! 

 

Per la Chiesa, perché, nella fedeltà alla parola di Dio, ali­menti sempre nei suoi figli l’amore per la legge del Signore, preghiamo. R

 

Per le famiglie, perché, nella cura delle relazioni personali costruiscano un’autentica comunità domestica fondata sull’amore, capace di condividere e affrontare le gioie e le sof­ferenze della vita, preghiamo. R

 

Per noi, perché, nel dialogo sincero della preghiera quotidia­na, sappiamo adorare Dio «in spirito e verità», preghiamo. R

 

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Accogli, o Dio forte, le nostre preghiere e soccorri con paterno amore chi ti invoca con fede; aiutaci a combattere il male con le armi della sobrietà e dell’astinenza. Per Cristo nostro Signore.

 

LITURGIA EUCARISTICA

 

Nel cammino quaresimale siamo chiamati a riscoprire la fonte della nostra vita cristiana: proclamiamo ora il Simbolo degli Apostoli, sintesi della fede che ci è stata trasmessa il giorno del nostro Battesimo.

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio; nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

 

SUI DONI

Guarda propizio, o Dio, i doni che il tuo popolo ti presenta e insieme gradisci anche noi come sacrificio spirituale. Per Cristo nostro Signore.

 

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta celebrarti, o Padre di infinita misericordia.

Cristo Signore nostro, a rivelarci il mistero della sua condiscendenza verso di noi, stanco e assetato, volle sedere a un pozzo e, chiedendo da bere a una donna samaritana, le apriva la mente alla fede; desiderando con ardente amore portarla a salvezza, le accendeva nel cuore la sete di Dio.

Per questo disegno di grazia, con tutti i cori celesti, cantiamo senza fine l’inno della tua lode:

Santo, Santo, Santo… 

 

ANAMNESI

Mistero della fede.

Tu ci hai redento con la tua croce e la tua risurrezione: salvaci, o Salvatore del mondo

 

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Cfr Gv 4, 13-14

O Gesù, hai detto alla samaritana: «Chi berrà dell’acqua che io darò, non avrà più sete in eterno». Donaci di quell’acqua, Signore, così berremo e non avremo più sete.

 

ALLA COMUNIONE

Cfr  Gv 7, 38; Nm 20, 6

Dal tuo cuore, Signore Gesù, fiumi d’acqua viva scorreranno. Ascolta pietoso il grido di questo popolo e aprici il tesoro della tua grazia che santifica il cuore dei redenti.

 

DOPO LA COMUNIONE

Preghiamo.

Splenda, o Dio, nella luce della grazia, la Chiesa del tuo Cristo, che a questa santa mensa ha ricevuto la certezza dell’eterna comunione col Signore risorto, che vive e regna nei secoli dei secoli.

 

RITI DI CONCLUSIONE

 

Il Signore sia con voi.

E con il tuo Spirito. Kyrie, eléison. Kyrie, eléison. Kyrie, eléison.

Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e

Spirito Santo. Amen.

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