19 Aprile 2026 3a Domenica di Pasqua Omelia di don Angelo
Andava per pareti di vento
Terza domenica di Pasqua
19 Aprile 2026
omelia di don Angelo
Oggi ci viene chiesto come un dirottamento, e non solo di luogo, anche di tempo.
La scorsa domenica: una casa ali’imbrunire, discepoli impauriti, e il Maestro che entra per porte chiuse. Fa pensare – o dovrebbe far pensare – la disfatta della porta chiusa. Fa pensare oggi.
E a seguire poi parole che fanno dire ad alcuni che siamo in presenza di una antecedente chiusura del vangelo di Giovanni. Riascoltiamole: “Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome”. “Abbiate vita” è scritto in greco, non una astratta vita senza contorni, una vita nella concretezza. Perchè siate vivi e non smorti, vivi nel suo nome. Lo siamo? Quella sera soffiò su di loro il suo Spirito.
Ed eccoci oggi dirottati a ritroso, agli inizi del vangelo di Giovanni, lungo le sponde del Giordano, aria aperta, quando di quel Rabbi di Nazaret, si sapeva poco niente. Solo Giovanni a far segno a uno immerso con tutti e a dare – è importante – come segno rivelatore, lo Spirito. Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
“E’ lui” dice di Gesù. A testimoniarlo lo Spirito.
“Mosso dallo Spirito” così oggi a commento di Gesù la lettera agli Ebrei. E io da chi e da che cosa sono mosso? Lui mosso dallo Spirito. E da subito. Voi ricordare che, via dal fiume, fu lo Spirito a spingerlo nel deserto, dove impallidì il demonio, che gli chiudeva orizzonti. E poi fu un lasciarsi spingere ogni giorno – a volte era notte – dallo Spirito, per strade e monti e lago della Palestina. Fino al giorno in cui Matteo racconta il suo morire di croce e scrive “emise lo Spirito”. Lo consegnò. Ma consegnandolo – e questo è meraviglioso – non ne rimase vuoto. Se lo Spirito che è in te è immenso, donandolo non lo decurti. E’ la sorpresa dello Spirito, dell’amore. Se ne fai dono, non te ne privi – è incredibile – te ne ricolmi.
Mosso dallo Spirito: i suoi occhi, i suoi piedi, le sue mani, il cammino e le soste. Perchè – e voi mi capite – non si tratta nella vita di fare cose strane o imponenti, si tratta – questa è la questione – che in ogni istante si senta pulsare un’anima dentro, lo spirito. Lo vedi se ciò che conduce è lo spirito o pura prestazione. A volte basta un viso, bastano occhi a dire se si è animati, vivi o disanimati, spenti.
Gesù lo abitava il vento: “Ho visto lo Spirito scendere su di lui”! E ce lo ha consegnato: “Ricevete lo Spirito Santo”. La consegna è di essere donne e uomini vivi nel suo nome.
Oggi si fa un gran parlare della chiesa e del futuro del cristianesimo che, al di là di occasionali scenografie esteriori o di magniloquenti proclamazioni, agli occhi più attenti sembra avvicinarsi all’immagine evangelica del piccolo gregge, al fiato corto di esile fiamma a rischio di spegnimento nella lampada per venir meno di olio.
Ebbene non sarà che, catturati da apprensioni e alla ricerca di sofisticate strategie, ci stia sfuggendo che a farci vivi è lo spirito e che il vento – e lasciarci condurre dal vento – è diventata la questione? Vero problema il vento: Il vento, lo Spirito disegna orizzonti nuovi. Conta l’orizzonte. Senza un cambio di orizzonte le cose si affacciano già intisichite, vecchie o morte.
Nel libro dell’Apocalisse mi ha sempre affascinato un richiamo: “Ascolta ciò che lo Spirito dice alle chiese”. Forse potremmo allargare: “Ascolta ciò che lo Spirito dice all’umanità, alla terra. E partire con nuovi orizzonti. Dietro l’orizzonte della prepotenza, della prevaricazione, del dominio, dell’esibizione, dello spregio dell’altro, non possiamo che assistere scorati al dominio della morte.
Apriamo cenacoli di umanità dove condividere nuovi orizzonti e costruire nuove strade e dare spazio ai sogni. Il pensiero viene da lontano, ma ci batte e ribatte dentro in questi giorni in cui la violenza di alcuni adolescenti ci strazia il cuore. Ebbene a tanti di noi appare come soluzione ingenua e imperdonabile quella di pensare che a risolvere il problema siano divieti e prescrizioni e chiusure. Ascolta ciò che lo Spirito – e non una mentalità vecchia – dice alla terra, per un orientamento alla vita. Orientamento: regala ai ragazzi l’Oriente, regala la possibilità di sperare ancora nel futuro, spazi vitali dove lo si veda affacciare come seme da terra, mossi e non immobili, mossi dallo Spirito come Gesù.
E nessuno si senta imbrigliato: tante strade portano all’Oriente, negli occhi l’Oriente.
Un giorno mi venne da pregare così Gesù e, confesso, ancor più oggi, quando e là dove mi manca respiro. e gli chiedo dono di vento:
E venendo da cenacoli chiusi
in prati d’erbe
smunte
senza refoli di vento,
l’avventura dei tuoi passi
su erbe bagnate
colorate d’ignoto
da un oltre che segna
il tuo passaggio di silenzio.
Andavi per pareti di vento.
Ed io a inseguire,
per acuto di nostalgia
il tuo
profumo di vento.
Letture
LETTURA At 19, 1b-7
Lettura degli Atti degli Apostoli
In quei giorni. Paolo, attraversate le regioni dell’altopiano, scese a Èfeso. Qui trovò alcuni discepoli e disse loro: «Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?». Gli risposero: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo». Ed egli disse: «Quale battesimo avete ricevuto?». «Il battesimo di Giovanni», risposero. Disse allora Paolo: «Giovanni battezzò con un battesimo di conversione, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù». Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare. Erano in tutto circa dodici uomini.
Commento al filmato: è gioioso e festante questo “Spiritoso e non presto”dal Concerto in Sol Magg di Vivaldi, le note spumeggianti del Violino solista si scatenano con l’Orchestra, in un canto radioso per le grandi Opere del Signore che guidano l’evangelizzazione di San Paolo:
Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare. Erano in tutto circa dodici uomini.
SALMO Sal 106 (107)
Noi siamo suo popolo e gregge del suo pascolo.
oppure
Alleluia, alleluia, alleluia.
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Lo dicano quelli che il Signore ha riscattato,
che ha riscattato dalla mano dell’oppressore
e ha radunato da terre diverse. R
Ringrazino il Signore per il suo amore,
per le sue meraviglie a favore degli uomini,
perché ha saziato un animo assetato,
un animo affamato ha ricolmato di bene. R
Vedano i giusti e ne gioiscano,
e ogni malvagio chiuda la bocca.
Chi è saggio osservi queste cose
e comprenderà l’amore del Signore. R
Commento al filmato: è di una bellezza commovente, il canto del Pianoforte dello splendido “Prélude” da “Suite Inglese” di J.S. Bach, le sue note appassionate ci fanno partecipare con il cuore a questo inno di lode:
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Lo dicano quelli che il Signore ha riscattato,
che ha riscattato dalla mano dell’oppressore
e ha radunato da terre diverse.
EPISTOLA Eb 9, 11-15
Lettera agli Ebrei
Fratelli, Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d’uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna. Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo – il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio – purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente? Per questo egli è mediatore di un’alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l’eredità eterna che era stata promessa.
Commento al filmato: pace, gioia, fiducia sono i moti dell’animo che proviamo nell’ascolto di questo affascinante “Andante Molto”del Concerto in Sol Magg di Vivaldi; le note intense dell’Oboe, del Fagotto e degli Archi, si dipanano in un dialogo sereno, appassionato per cantare l’annuncio di San Paolo agli Ebrei:
Per questo egli è mediatore di un’alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l’eredità eterna che era stata promessa.
VANGELO Gv 1, 29-34
Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Giovanni, vedendo il Signore Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Commento al filmato: l’Organo e l’Orchestra dello spettacolare “Allegro giocoso” del Concerto di Poulenc, si impegnano, con note impetuose, frementi, in un duetto entusiasmante per raccontare la solenne testimonianza di Giovanni:
«Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».