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24 – 5a Domenica di Quaresima rito Ambrosiano c

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24 – 5a Domenica di Quaresima rito Ambrosiano c

Giotto – risurrezione di Lazzaro

DOMENICA DI LAZZARO

Anno C – V di Quaresima Rito Ambrosiano

Lodate il Signore, invocate il suo nome

Introduzione

«Grande è il mistero di salvezza» raffigurato nella risurrezione di Lazzaro: essa è prefigurazione della vittoria pasquale di Gesù. La liturgia odierna ci chiede di verificare la nostra fede nella risurrezione del Signore, quale segno del suo amore che condivide le nostre sofferenze e non ci abbandona mai.

LITURGIA VIGILIARE VESPERTINA

LETTURA VIGILIARE(Mt 12, 38-40)

Lettura del Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo. Alcuni scribi e farisei dissero al Signore Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce,così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra».

Lode e onore a te, Cristo Signore, nei secoli dei secoli.

Amen. 

Commento al filmato:le note solenni del Violino e del Violoncello nello splendido “Preludio Grave” della Sonata in Re Magg di Vivaldi, cantano con toni maestosi l’annuncio del “Segno di Giona” dato da Gesù agli Scribi e Farisei “generazione malvagia e adultera”:

«Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra».

MESSA NEL GIORNO

RITI DI INTRRODUZIONE

ALL’INGRESSO

Cfr  Gen 9, 15

Ricòrdati, Signore, del tuo patto perché la terra non sia desolata. Ascolta, Signore, la voce dei tuoi servi e non lasciarci perire. 

ATTO PENITENZIALE

Carissimi, il Signore Gesù ci invita rinnovare la nostra fede per essere partecipi della sua stessa vita: con fiducia, disponiamoci al pentimento e, per essere meno indegni di accostarci alla mensa della Parola e dell’Eucaristia, riconosciamo ci pec­catori.

Tu che hai liberato il tuo popolo e lo hai reso partecipe della tua promessa:

Kyrie, eléison. 

Tu che hai dato la tua vita per noi:

Kyrie, eléison. 

Tu che sei la Risurrezione e la Vita di quanti credono in te:

Kyrie, eléison. 

Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.

Amen.

Commento al filmato:è stupefacente, emozionante, la bellezza di questo “Preludio-Largo” della Sonata in Mi b Magg di Vivaldi, il Violino, il Violoncello e il Clavicembalo si integrano mirabilmente in un canto supplice:

«Carissimi, il Signore Gesù ci invita rinnovare la nostra fede per essere partecipi della sua stessa vita: con fiducia, disponiamoci al pentimento e, per essere meno indegni di accostarci alla mensa della Parola e dell’Eucaristia, riconosciamo ci pec­catori»

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Preghiamo

Togli dalla tua Chiesa, o Dio santo e forte, ogni ingiusto desiderio terreno e infondi in  lei con generosa larghezza il presagio della risurrezione perché non prevalga l’autore di ogni rovina, ma vinca il Redentore; e così, liberata da ogni condizionamento colpevole, avanzi per tua grazia verso la novità della vita eterna. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.

Amen.

 LITURGIA DELLA PAROLA

LETTURADt 6, 4a. 26, 5-11

Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto e il Signore ci fece uscire con mano potente.

Lettura del libro del Deuteronomio.

In quei giorni. Mosè disse: «Ascolta, Israele: tu pronuncerai queste parole davanti al Signore, tuo Dio: “Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi. Ci condusse in questo luogo e ci diede questa terra, dove scorrono latte e miele. Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato”. Le deporrai davanti al Signore, tuo Dio, e ti prostrerai davanti al Signore, tuo Dio. Gioirai, con il levita e con il forestiero che sarà in mezzo a te, di tutto il bene che il Signore, tuo Dio, avrà dato a te e alla tua famiglia».

Parola di Dio.

Rendiamo grazie a Dio

Commento al filmato: nella splendida Sonata in Mi magg di Domenico Scarlatti, le note ritmate, solenni del Clavicembalo cantano con toni maestosi le esortazioni di Mosè al Popolo di Israele a seguire fedelmente la Legge impressa sulle Tavole dal Signore Dio:

«Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato”. Le deporrai davanti al Signore, tuo Dio, e ti prostrerai davanti al Signore, tuo Dio. Gioirai, con il levita e con il forestiero che sarà in mezzo a te, di tutto il bene che il Signore, tuo Dio, avrà dato a te e alla tua famiglia».

Salmo Responsoriale(dal Salmo 104 (105)

Lodate il Signore, invocate il suo nome.

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome, proclamate fra i popoli le sue opere. A lui cantate, a lui inneggiate, meditate tutte le sue meraviglie. R.

L’ha stabilita per Giacobbe come decreto, per Israele come alleanza eterna, quando disse: «Ti darò il paese di Canaan come parte della vostra eredità». R.

Quando erano in piccolo numero, pochi e forestieri in quel luogo, non permise che alcuno li opprimesse e castigò i re per causa loro: «Non toccate i miei consacrati, non fate alcun male ai miei profeti». R.

Commento al filmato:la strabordante, gioiosa vitalità dell’Orchestra nello spettacolare “Allegro” del Concerto da “L’Estro Armonico” di Vivaldi, riempie il nostro cuore di esultanza nel canto del Responsoriale tratto dal Salmo 104/105:

EPISTOLA(Rm 1, 18-23a )

La signoria di Dio parla nella creazione, perciò sono insescusabili coloro che hanno fatto dell’uomo un dio.

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani.

Fratelli, l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell’ingiustizia, poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha manifestato a loro. Infatti le sue perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute. Essi dunque non hanno alcun motivo di scusa perché, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato né ringraziato come Dio, ma si sono perduti nei loro vani ragionamenti e la loro mente ottusa si è ottenebrata. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti e hanno scambiato la gloria del Dio incorruttibile con un’immagine e una figura di uomo corruttibile

Parola di Dio.

Rendiamo grazie a Dio

Commento al filmato:è un severo, ma accorato, atto di accusa quello di san Paolo nella sua lettera ai romani: «La signoria di Dio parla nella creazione, perciò sono inescusabili coloro che hanno fatto dell’uomo un dio» – le note drammatiche del Violoncello nell’emozionante “Allegro”della Sonata in Si b Magg di Vivaldi, cantano con armonie avvincenti:

CANTO AL VANGELO

Cfr  Gv 8, 12

Onore e gloria a te, Signore Gesù!

Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore; chi crede in me non morirà in eterno.

Onore e gloria a te, Signore Gesù!

VANGELO

Gv 11, 1-53

La risurrezione di Lazzaro.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

Gloria a te, o Signore

In quel tempo. Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».

All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».

Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».

Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».

Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.

Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».

Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni».Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».

Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.

Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.

Parola del Signore.

Lode a te, o Cristo

Commento al filmato: l’Organo della “Toccata” “Tre Versi” in Sol min di Domenico Zipoli, canta con note solenni, maestose il momento in cui Gesù sembra disinteressarsi alla morte del suo amico, me si tratta di tenerezza verso i discepoli perché credano in lui: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». nell’Andantino con Espressione della Sonata in Re Magg di Mozart, il Pianoforte canta con note dolcissime, struggenti, l’intimo dialogo di Gesù con Marta: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà».– l’Organo della “Chacone” in Sol min di Couperin, racconta con note possenti altamente drammatiche, il momento della risurrezione di Lazzaro: «Lazzaro, vieni fuori!»– l’Organo de “La Resurrezione – Victimae Paschali laudes” di Bach, racconta con grande solennità la profezia del Sommo Sacerdote Caifa che decreta l’uccisione di Gesù:

«Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!».

DOPO IL VANGELO

Cfr  Gdt 9, 2. 17

Difensore dei deboli, protettore dei disprezzati, salvezza di chi non ha altra speranza, Dio dei nostri padri e di Israele tua eredità, Signore dei cieli e della terra, creatore delle acque, sovrano di tutto il creato, ascolta le nostre preghiere.

PREGHIERA UNIVERSALE

Fratelli e sorelle, al Dio dei nostri padri, il Signore che libera e salva, eleviamo fiduciosi le nostre umili suppliche, perché in Cristo, nostra Vita e Risurrezione, ci doni di aver parte alla vita eterna.

Rianima, Signore, i nostri cuori!

Per la Chiesa: rinnovata dal tuo dono di grazia, si manife­sti sempre più come segno e strumento di salvezza, ti pre­ghiamo. 

Per la società civile: promuova il rispetto della dignità di ogni persona e sappia farsi carico delle nuove e diverse situa­zioni di povertà ed emarginazione, ti preghiamo. 

Per ciascuno di noi: rinnovando la nostra fede, sappiamo essere testimoni della gioia del Vangelo in ogni ambiente di vita, ti preghiamo. R

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Conserva nel tuo amore questo popolo, o Padre e confortalo in ogni necessità con le tue grazie, così che sempre ti manifesti la sua riconoscenza. Per Cristo nostro Signore.

Amen.

LITURGIA EUCARISTICA 

PROFESSIONE DI FEDE

Nel cammino quaresimale siamo chiamati a riscoprire la fonte della nostra vita cristiana: proclamiamo ora il Simbolo degli Apostoli, sintesi della fede che ci è stata trasmessa il giorno del nostro Battesimo.

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio; nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

SUI DONI

O Dio, l’efficacia di questa offerta ci purifichi dal contagio di ciò che è vecchio e caduco e stimoli in noi la crescita della vita eterna. Per Cristo nostro Signore.

Amen.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, Padre santo, Dio di infinita misericordia.

Gesù, tuo Figlio e redentore nostro, tra i molti prodigi, manifestò sulla terra la gloria della sua divinità, quando con la forza del suo ineffabile amore liberò dai legami di morte Lazzaro, già da quattro giorni cadavere. Grande è il mistero di salvezza che in questa risurrezione si raffigura: quel corpo, ormai in preda al disfacimento, d’un tratto risorse per comando dell’eterno Signore; così la grazia divina del Cristo libera noi tutti, sepolti nella colpa del primo uomo, e ci rende alla vita e alla gioia senza fine. Con questa certezza, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo l’inno della tua lode:

Santo, Santo, Santo…

ANAMNESI

Mistero della fede.

Tu ci hai redento con la tua croce e la tua risurrezione: salvaci, o Salvatore del mondo

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Cfr  Ap 3, 20

Il Signore mi ha detto: «Tu mi aprirai la porta del tuo cuore e a tu per tu noi ceneremo insieme». Ti ringrazio e ti lodo, mio Dio, per avermi chiamato, 

Maestro, luce del mio cuore.

ALLA COMUNIONE

Cfr  Sal 102 (103), 1. 4-5; Rm 8, 82; Gv 11, 25

Anima mia, benedici il Signore che ti corona di misericordia e in Cristo tutto ti ha donato. Anima mia, benedici il Signore che ricolma di beni la tua vita. Cristo è la grazia, Cristo è la vita, Cristo è la risurrezione.

DOPO LA COMUNIONE

Preghiamo.

O Dio vivo e santo, questo sacramento pasquale, che ci è dato per liberarci dalla schiavitù della colpa, purifichi i nostri cuori e, a immagine della risurrezione, ci riscatti da ogni antica decadenza. Per Cristo nostro Signore.

Amen.

RITI DI CONCLUSIONE

Il Signore sia con voi.

E con il tuo Spirito. Kyrie, eléison. Kyrie, eléison. Kyrie, eléison.

Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e

Spirito Santo. Amen.

A Gesù Crocifisso –   Eccomi, o mio amato e buon Gesù, che alla santissima Tua presenza prostrato, Ti prego, col fervore più vivo, di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non più offenderti; mentre io con tutto l’amore e con tutta la compassione vado considerando le Tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o mio Gesù, il santo profeta Davide: «Hanno forato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa.» (Salmo 21,17)

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