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6a Domenica di Pasqua Liturgie di rito Ambrosiano e Romano

ArteMusicaPoesia

6a Domenica di Pasqua Liturgie di rito Ambrosiano e Romano

Duccio di Buoninsegna – apparizione di Gesù ai discepoli a tavola

VI DOMENICA DI PASQUA Anno C – Rito Ambrosiano

Popoli tutti,lodate il Signore, alleluia!

Introduzione

«Il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia»: è la parola di Gesù che illumina la liturgia di questa Domenica. La gioia promessa dal Signore non è semplice «euforia», ma segno della presenza dello Spirito, è la stessa gioia del Risorto, amore che supera il dolore del tempo e ci dona di comprendere la nostra esistenza di figli di Dio. «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia»: nel nostro cuore non deve nascere un sentimento di nostalgia per la presenza terrena del Signore, ma il desiderio e l’impegno di rinnovare la nostra fede, per essere suoi testimoni. Il dono dello Spirito è motivo di gioia per il cristiano, è segno dell’alleanza nuova che nella Pasqua di Gesù si compie per ogni uomo.

LITURGIA VIGILIARE VESPERTINA

VANGELO DELLA RISURREZIONEGv 21, 1-14

Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Giovanni.

Dopo questi fatti, il Signore Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.

Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.

Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

Cristo Signore è risorto! Alleluia. Alleluia!

Rendiamo Grazie a Dio! Alleluia. Alleluia!

Commento al filmato:dopo la breve introduzione del Coro nello splendido brano iniziale dal “Beatus Vir” di Vivaldi, le note emozionanti delle due Trombe in dialogo con l’Orchestra del Concerto in Do di Vivaldi, descrivono con toni solenni, maestosi, la terza manifestazione di Gesù Risorto ai Suoi Discepoli con il profetico invito a gettare le reti:

«Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete».

MESSA NEL GIORNO

RITI DI INTRODUZIONE

ALL’INGRESSOCfr  Gv 14, 9-10

«Sono da tanto tempo in mezzo a voi e non mi conoscete? – dice il Signore -. Filippo, chi vede me vede anche il Padre mio.  Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?». 

Alleluia, alleluia.

ATTO PENITENZIALE

Fratelli e sorelle, il Signore ci invita alla sua mensa e ci chiama alla conversione: con fiducia, riconosciamo i nostri peccati e invochiamo la sua infinita misericordia.

(pausa di silenzio)

Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratel­li, di pregare per me il Signore Dio nostro. 

Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.

Amen. 

GLORIA

Gloria a Dio, nell’alto dei cieli, e pace in terra agli uomini di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio Unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del padre; tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo; nella gloria di Dio Padre. Amen.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Preghiamo.

Sii tu, o Dio, il nostro maestro interiore, guidaci sulla strada della giustizia e, donandoci il desiderio di una vita più perfetta, rendi perenne in noi la grazia del mistero pasquale. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Amen.

LITURGIA DELLA PAROLA

LETTURAAt 21, 40b – 22, 22

Paolo testimonia che Cristo si è rivelato a lui sulla via di Damasco.

Lettura degli Atti degli Apostoli.

In quei giorni. Paolo, in piedi sui gradini, fece cenno con la mano al popolo; si fece un grande silenzio ed egli si rivolse loro ad alta voce in lingua ebraica, dicendo:

«Fratelli e padri, ascoltate ora la mia difesa davanti a voi». Quando sentirono che parlava loro in lingua ebraica, fecero ancora più silenzio. Ed egli continuò: «Io sono un Giudeo, nato a Tarso in Cilìcia, ma educato in questa città, formato alla scuola di Gamaliele nell’osservanza scrupolosa della Legge dei padri, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi. Io perseguitai a morte questa Via, incatenando e mettendo in carcere uomini e donne, come può darmi testimonianza anche il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro avevo anche ricevuto lettere per i fratelli e mi recai a Damasco per condurre prigionieri a Gerusalemme anche quelli che stanno là, perché fossero puniti.

Mentre ero in viaggio e mi stavo avvicinando a Damasco, verso mezzogiorno, all’improvviso una grande luce dal cielo sfolgorò attorno a me; caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?”. Io risposi: “Chi sei, o Signore?”. Mi disse: “Io sono Gesù il Nazareno, che tu perséguiti”. Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono la voce di colui che mi parlava. Io dissi allora: “Che devo fare, Signore?”. E il Signore mi disse: “Àlzati e prosegui verso Damasco; là ti verrà detto tutto quello che è stabilito che tu faccia”. E poiché non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni giunsi a Damasco.

Un certo Anania, devoto osservante della Legge e stimato da tutti i Giudei là residenti, venne da me, mi si accostò e disse: “Saulo, fratello, torna a vedere!”. E in quell’istante lo vidi. Egli soggiunse: “Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca, perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito. E ora, perché aspetti? Àlzati, fatti battezzare e purificare dai tuoi peccati, invocando il suo nome”.

Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio, fui rapito in estasi e vidi lui che mi diceva: “Affréttati ed esci presto da Gerusalemme, perché non accetteranno la tua testimonianza su di me”. E io dissi: “Signore, essi sanno che facevo imprigionare e percuotere nelle sinagoghe quelli che credevano in te; e quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anche io ero presente e approvavo, e custodivo i vestiti di quelli che lo uccidevano”. Ma egli mi disse: “Va’, perché io ti manderò lontano, alle nazioni”».

Fino a queste parole erano stati ad ascoltarlo, ma a questo punto alzarono la voce gridando: «Togli di mezzo costui; non deve più vivere!».

Parola di Dio.

Rendiamo grazie a Dio

Commento al filmato:è una testimonianza drammatica quella di Paolo davanti ai giudei, da accanito persecutore dei cristiani, si sta trasformando nello straordinario “Apostolo delle Genti” che conosciamo e i giudei non possono accettarlo; nel filmato che racconta il discorso di Paolo, i Violini, la Viola e il Violoncello dello spettacolare “Allegro assai vivace, ma serioso”dal Quartettoin Fa min “Serioso” di Beethoven, si impegnano in un dialogo serrato a tratti veemente, a tratti dolcissimo, emozionante:

Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio, fui rapito in estasi e vidi lui che mi diceva: “Affréttati ed esci presto da Gerusalemme, perché non accetteranno la tua testimonianza su di me”. E io dissi: “Signore, essi sanno che facevo imprigionare e percuotere nelle sinagoghe quelli che credevano in te; e quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anche io ero presente e approvavo, e custodivo i vestiti di quelli che lo uccidevano”. Ma egli mi disse: “Va’, perché io ti manderò lontano, alle nazioni”».

Salmo Responsoriale(dal Salmo 66-67)

Popoli tutti, lodate il Signore, alleluia!

Dio abbia pietà di noi e ci benedica, su di noi faccia splendere il suo volto; perché si conosca sulla terra la tua via, la tua salvezza fra tutte le genti. R.
Gioiscano le nazioni e si rallegrino, perché tu giudichi i popoli con rettitudine, governi le nazioni sulla terra. R.
Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti. Ci benedica Dio, il nostro Dio, e lo temano tutti i confini della terra. R.

Commento al filmato:è con una incontenibile esplosione di gioia e di esultanza che l’Oboe e l’Orchestra del meraviglioso “Allegro” del Concerto in Fa Magg. di Vivaldi, cantano il Responsoriale Popoli tutti, lodate il Signore, alleluia! tratto dal Salmo 66/67:

Gioiscano le nazioni e si rallegrino, perché tu giudichi i popoli con rettitudine, governi le nazioni sulla terra 

EPISTOLAEb 7, 17-26

Cristo, sommo sacerdote elevato sopra i cieli.

Lettera agli Ebrei.

Fratelli, a Cristo è resa infatti questa testimonianza:

Tu sei sacerdote per sempre secondo l’ordine di Melchìsedek.

Si ha così l’abrogazione di un ordinamento precedente a causa della sua debolezza e inutilità – la Legge infatti non ha portato nulla alla perfezione – e si ha invece l’introduzione di una speranza migliore, grazie alla quale noi ci avviciniamo a Dio.

Inoltre ciò non avvenne senza giuramento. Quelli infatti diventavano sacerdoti senza giuramento; costui al contrario con il giuramento di colui che gli dice: Il Signore ha giurato e non si pentirà: tu sei sacerdote per sempre. Per questo Gesù è diventato garante di un’alleanza migliore. Inoltre, quelli sono diventati sacerdoti in gran numero, perché la morte impediva loro di durare a lungo. Egli invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio: egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore. Questo era il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli.

Parola di Dio.

Rendiamo grazie a Dio

Commento al filmato:è di una travolgente bellezza questo “Allemanda. Allegro”della Sonata in Si min di Vivaldi – Violino e Violoncello si scatenano in un irruente, gioioso canto di esultanza: 

Cristo, sommo sacerdote elevato sopra i cieli.

Tu sei sacerdote per sempre secondo l’ordine di Melchìsedek.

CANTO AL VANGELOCfr  Gv 16, 16a

Alleluia.

Un poco e non mi vedrete più, dice il Signore.

Alleluia.

VANGELOGv 16, 12-22

Un poco e non mi vedrete più; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

Gloria a te, o Signore.

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.

Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete». Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire». Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia. La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia».

Parola del Signore.

Lode a te, o Cristo

Commento al filmato:nell’emozionante “Tempo introduction: Largo”del Concerto di Franci Poulenc, l’Organo canta con armonie arcane, quasi misteriose, il discorso di addio di Gesù – i discepoli non comprendono, e la tristezza si impadronisce del loro cuore e anche del nostro cuore, ma le ultime esplosive note dell’Organo cantano la promessa della gioia futura: 

La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia».

DOPO IL VANGELO2Mac 1, 26-27

Dio, custodisci e santifica il tuo popolo. Signore, siamo divisi: rendici uniti! Libera chi è schiavo dei tuoi nemici perché tutti sappiano che sei il nostro Dio, alleluia.

PREGHIERA UNIVERSALE

Fratelli e sorelle, per mezzo di Gesù, nostro mediatore, innalziamo al Padre le nostre preghiere, perché ci doni di raggiungere la gioia promessa.

Donaci, o Padre, la vera gioia! 

Per la Chiesa: perseverando nella preghiera e nella carità, sia testimone nel mondo del mistero di salvezza che l’ha re­denta, ti preghiamo. R.

Per i fratelli che vivono nella prova e nell’emarginazione: nella nostra accoglienza e concreta solidarietà, sperimentino la tua consolazione di Padre, ti preghiamo. R.

Per noi tutti: rinnovati dalla grazia della Pasqua del tuo Figlio, sappiamo crescere nella fede e nell’amore, ti preghiamo. R.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

O Dio, che ci hai consentito di passare dalla iniquità alla giustizia e dalla miseria della colpa alla vera gioia, non abbandonare l’opera della tua grazia, ma a quanti hai chiamato alla santità della vita di fede dona la forza di perseverare. Per Cristo nostro Signore.

Amen.

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