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5a Domenica dopo Pentecoste (Ambr. C)

ArteMusicaPoesia

5a Domenica dopo Pentecoste (Ambr. C)

Abramo incontra Melchisedek

V DOMENICA DOPO PENTECOSTE Anno C Rito Ambrosiano

Signore, ascolta la voce della mia supplica

Introduzione

Nella figura di Abramo, che la liturgia di questa Domenica ci presenta, siamo chiamati a riconoscere un modello per il credente di ogni tempo. La sua preghiera di intercessione è invito a verificare la nostra fede, per superare ogni forma di «autogiustificazione» e riconoscere la misericordia di Dio. «Sforzarsi di entrare per la porta stretta» significa impegnarsi in un serio cammino di conversione per riconoscere la salvezza offerta dal Signore come un dono che ci precede. La salvezza promessa a ogni uomo passa attraverso Gesù: è Lui la «porta» di cui parla il Vangelo. Anche noi, mediante la fede, possiamo essere resi partecipi della stessa speranza di Abramo, perché «crediamo in colui che ha resuscitato dai morti Gesù nostro Signore, il quale è stato consegnato alla morte a causa delle nostre colpe ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione».

 LITURGIA VIGILIARE VESPERTINA

VANGELO DELLA RISURREZIONE Gv 20, 1-8

Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Giovanni.

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

Cristo Signore è risorto! Rendiamo Grazie a Dio!

Commento al filmato:le note entusiasmanti dell’Organo nel Tempo “Allegro, Molto Agitato”dal Concerto di Francis Poulenc, raccontano con armonie straordinarie la concitazione della corsa di Maria per comunicare agli apostoli di aver trovato le tomba vuota, e poi, quella di Pietro e Giovanni al sepolcro, dove Giovanni “vide e credette”

MESSA NEL GIORNO RITI DI INTRODUZIONE

ALL’INGRESSO Sal 26 (27), 1

Il Signore è la mia luce e la mia salvezza: di chi avrò timore? Il Signore difende la mia vita: di chi avrò paura?

ATTO PENITENZIALE

Fratelli e sorelle carissimi, sorretti nella fede dall’esempio di Abramo, riconosciamoci tutti peccatori e perdoniamoci a vicenda dal profondo del cuore, per essere meno indegni di accostarci alla mensa del Signore.

Tu che ci sottoponi al giudizio della tua croce:

Kyrie, eléison.

Tu che, risorto dai morti, intercedi per noi presso il Padre:

Kyrie, eléison.

Tu che hai esteso a tutte le genti la benedizione data ad Abramo:

Kyrie, eléison.

Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i no­stri peccati e ci conduca alla vita eterna.

Amen.

Commento al filmato:il canto dolcissimo, melodioso, delle due Trombe con gli Archi dell’Orchestra nell’incantevole “Largo”del Concerto in Do di Vivaldi, ci introduce alla contemplazione, nella pace e nella fiducia, dell’Antifona di ingresso della Liturgia:

Il Signore è la mia luce e la mia salvezza: di chi avrò timore? Il Signore difende la mia vita: di chi avrò paura?

Sono di una bellezza religiosa le note dell’Organo nell’Adagio in Sol min del Concerto di Händel, che intonano con melodia ineffabile l’Atto Penitenziale:

Fratelli e sorelle carissimi, sorretti nella fede dall’esempio di Abramo, riconosciamoci tutti peccatori e perdoniamoci a vicenda dal profondo del cuore

GLORIA

Gloria a Dio, nell’alto dei cieli, e pace in terra agli uomini di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio Unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del padre; tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo; nella gloria di Dio Padre. Amen.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Preghiamo

Concedi, o Dio, ai tuoi figli la salute e la serenità dello spirito, infondi nei cuori il disgusto per ogni forma di male e il desiderio ardente del bene; fa’ che la nostra vita si adorni di opere giuste, meritando così di essere da te benedetta e sempre difesa dalla tua grazia. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Amen.

LITURGIA DELLA PAROLA

LETTURA Gn 18, 1-2a. 16-33

La trattativa di Abramo a favore di Sòdoma.

Lettura del libro della Genesi.

In quei giorni. Il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui.

Quegli uomini si alzarono e andarono a contemplare Sòdoma dall’alto, mentre Abramo li accompagnava per congedarli. Il Signore diceva: «Devo io tenere nascosto ad Abramo quello che sto per fare, mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra? Infatti io l’ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui a osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore compia per Abramo quanto gli ha promesso». Disse allora il Signore: «Il grido di Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!».

Quegli uomini partirono di là e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora alla presenza del Signore. Abramo gli si avvicinò e gli disse: «Davvero sterminerai il giusto con l’empio? Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? Lontano da te il far morire il giusto con l’empio, così che il giusto sia trattato come l’empio; lontano da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?». Rispose il Signore: «Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell’ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutto quel luogo». Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere: forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne troverò quarantacinque». Abramo riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne troveranno quaranta». Rispose: «Non lo farò, per riguardo a quei quaranta». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta». Rispose: «Non lo farò, se ve ne troverò trenta». Riprese: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola: forse là se ne troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci».

Come ebbe finito di parlare con Abramo, il Signore se ne andò e Abramo ritornò alla sua abitazione.

Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio

Commento al filmato:è di una bellezza spettacolare questo “Largo – Allegro Molto”del “Concerto Per la Solennità Di S. Lorenzo” di Vivaldi, dopo un “Largo”che introduce con toni misteri0si l’apparizione di Dio ad Adamo alle Querce di Mamre,  nell’Allegro Molto, Archi e Fiati si scatenano in un dialogo spumeggiante, drammatico, per raccontare l’insistente, incalzante intercessione di Abramo a favore di Sodoma e Gomorra:

«Davvero sterminerai il giusto con l’empio? Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? Lontano da te il far morire il giusto con l’empio, così che il giusto sia trattato come l’empio; lontano da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?».

SALMO  Sal 27 (28)

Signore, ascolta sempre la voce della mia supplica.

Ascolta la voce della mia supplica, quanto a te grido aiuto, quando alzo le mie mani verso il tuo santo tempio. R.
Sia benedetto il Signore, che ha dato ascolto alla voce della mia supplica. Il Signore è mia forza e mio scudo, in lui ha confidato il mio cuore. Mi ha dato aiuto: esulta il mio cuore, con il mio canto voglio rendergli grazie. R.
Forza è il Signore per il suo popolo, rifugio di salvezza per il suo consacrato. Salva il tuo popolo e benedici la tua eredità, sii loro pastore e sostegno per sempre. R.

Commento al filmato:le note struggenti della “Tromba Marina” nel commovente “Andante Molto”del Concerto in Do di Vivaldi, cantano con il sommesso accompagnamento dell’Orchestra il Responsoriale «Signore, ascolta sempre la voce della mia supplica.»del Salmo 27/28 – fanno da luminoso sfondo le stupende immagini di “san Girolamo con Angeli “di Ribera, “Gloria di S. Ignazio”di Andrea Pozzo e“Cristo in Maestà”di Beato Angelico:

Sia benedetto il Signore, che ha dato ascolto alla voce della mia supplica. Il Signore è mia forza e mio scudo, in lui ha confidato il mio cuore. Mi ha dato aiuto: esulta il mio cuore, con il mio canto voglio rendergli grazie. 

EPISTOLA Rm 4, 16-25

Eredi si diventa in virtù della fede. Abramo è padre di tutti noi.

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani.

Fratelli, eredi si diventa in virtù della fede, perché sia secondo la grazia, e in tal modo la promessa sia sicura per tutta la discendenza: non soltanto per quella che deriva dalla Legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi – come sta scritto: Ti ho costituito padre di molti popoli – davanti al Dio nel quale credette, che dà vita ai morti e chiama all’esistenza le cose che non esistono.

Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: Così sarà la tua discendenza. Egli non vacillò nella fede, pur vedendo già come morto il proprio corpo – aveva circa cento anni – e morto il seno di Sara. Di fronte alla promessa di Dio non esitò per incredulità, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio, pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento. Ecco perché gli fu accreditato come giustizia.

E non soltanto per lui è stato scritto che gli fu accreditato, ma anche per noi, ai quali deve essere accreditato: a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù nostro Signore, il quale è stato consegnato alla morte a causa delle nostre colpe ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione. Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio

Commento al filmato:nel festoso “Allegro” del Concerto in Re min di Bach tratto da “L’Estro Armonico” di Vivaldi, le note esultanti dell’Organo cantano con toni maestosi questo vero e proprio“Inno alla Fede”che san Paolo ci trasmette nella sua lettera ai Romani:

Fratelli, eredi si diventa in virtù della fede, perché sia secondo la grazia, e in tal modo la promessa sia sicura per tutta la discendenza: non soltanto per quella che deriva dalla Legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi – come sta scritto: Ti ho costituito padre di molti popoli – davanti al Dio nel quale credette, che dà vita ai morti e chiama all’esistenza le cose che non esistono.

CANTO AL VANGELO Cfr  Lc 13, 29

Alleluia.

Verranno da oriente e da occidente, e siederanno a mensa con Abramo nel regno di Dio.

Alleluia.

VANGELO Lc 13, 23-29

Vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno di Dio.

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Un tale chiese al Signore Gesù: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio».

Parola del Signore.

Lode a te, o Cristo

Commento al filmato: l’Amore di Gesù è per la Salvezza di tutti gli uomini ma le note calde, struggenti della Ghitarra nel dolcissimo “Largo”del Concerto in La min di Vivaldi, cantano, con il sommesso accompagnamento degli Archi, la sofferenza di Gesù per la moltitudine di coloro che hanno rifiutato il Suo Amore:

“Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio».

DOPO IL VANGELO Cfr  Sal 67 (68), 6b. 7a. 36b

Dio regna nel suo santuario. Egli, che ci raccoglie nella sua casa come figli uniti e concordi, darà forza e vigore al suo popolo.

PREGHIERA UNIVERSALE

Fratelli e sorelle, sull’esempio di Abramo non esitiamo di fronte alla promessa del Signore e, con fede salda, imploria­mo da lui gli aiuti necessari alla nostra debolezza.

Sostieni, Signore, il nostro cammino. 

Per il Papa, i vescovi, i sacerdoti e per tutti i ministri della Chiesa: siano testimoni della tua vicinanza a ogni uomo, ti preghiamo.R.

Per l’umanità intera: possa superare ogni divisione ed egoismo, per camminare insieme lungo la via della pace e della giustizia, ti preghiamo. R.

Per noi: illuminati dalla tua Parola, sappiamo accogliere !’invito alla conversione e conseguire la promessa del Regno, ti preghiamo. R.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Ascolta, o Dio che tutto puoi, le nostre suppliche e concedi benevolo il frutto della tua consueta misericordia a tutti coloro che inviti a confidare nel tuo amore di padre. Per Cristo nostro Signore.

Amen. 

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