Libri Poetici Sapienziali Giobbe Capitolo 28
Giobbe – Capitolo 28
4. ELOGIO DELLA SAPIENZA
La sapienza inaccessibile all’uomo
[1]Certo, per l’argento vi sono miniere
e per l’oro luoghi dove esso si raffina.
[2]Il ferro si cava dal suolo
e la pietra fusa libera il rame.
[3]L’uomo pone un termine alle tenebre
e fruga fino all’estremo limite
le rocce nel buio più fondo.
[4]Forano pozzi lungi dall’abitato
coloro che perdono l’uso dei piedi:
pendono sospesi lontano dalla gente e vacillano.
[5]Una terra, da cui si trae pane,
di sotto è sconvolta come dal fuoco.
[6]Le sue pietre contengono zaffiri
e oro la sua polvere.
[7]L’uccello rapace ne ignora il sentiero,
non lo scorge neppure l’occhio dell’aquila,
[8]non battuto da bestie feroci,
né mai attraversato dal leopardo.
[9]Contro la selce l’uomo porta la mano,
sconvolge le montagne:
[10]nelle rocce scava gallerie
e su quanto è prezioso posa l’occhio:
[11]scandaglia il fondo dei fiumi
e quel che vi è nascosto porta alla luce.
[12]Ma la sapienza da dove si trae?
E il luogo dell’intelligenza dov’è?
[13]L’uomo non ne conosce la via,
essa non si trova sulla terra dei viventi.
[14]L’abisso dice: «Non è in me!»
e il mare dice: «Neppure presso di me!».
[15]Non si scambia con l’oro più scelto,
né per comprarla si pesa l’argento.
[16]Non si acquista con l’oro di Ofir,
con il prezioso berillo o con lo zaffiro.
[17]Non la pareggia l’oro e il cristallo,
né si permuta con vasi di oro puro.
[18]Coralli e perle non meritano menzione,
vale più scoprire la sapienza che le gemme.
[19]Non la eguaglia il topazio d’Etiopia;
con l’oro puro non si può scambiare a peso.
[20]Ma da dove viene la sapienza?
E il luogo dell’intelligenza dov’è?
[21]E’ nascosta agli occhi di ogni vivente
ed è ignota agli uccelli del cielo.
[22]L’abisso e la morte dicono:
«Con gli orecchi ne udimmo la fama».
[23]Dio solo ne conosce la via,
lui solo sa dove si trovi,
[24]perché volge lo sguardo
fino alle estremità della terra,
vede quanto è sotto la volta del cielo.
[25]Quando diede al vento un peso
e ordinò alle acque entro una misura,
[26]quando impose una legge alla pioggia
e una via al lampo dei tuoni;
[27]allora la vide e la misurò,
la comprese e la scrutò appieno
[28]e disse all’uomo:
«Ecco, temere Dio, questo è sapienza
e schivare il male, questo è intelligenza».