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11 Dicembre 2022 5a Domenica di Avvento Omelia di don Angelo

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11 Dicembre 2022 5a Domenica di Avvento Omelia di don Angelo

Scrutavo le pietre, raccoglievo le parole

11 dicembre 2022 Quinta domenica di Avvento

Omelia di don Angelo

Vado racimolando pensieri per i giorni di avvento.

E sul percorso trovo oggi, accostati, due testi, uno del profeta Michea, l’altro del profeta Malachia, quasi uno a interpretare l’altro. Interpretare? Ed entri nel gioco delle interpretazioni. Poi alla fine ti rimane una sorta di spaesamento: enigmatici i testi? Ma non é forse vero che una misura di enigmaticità appartiene alla vita? Non ce lo raccontano forse anche miti antichi con i loro labirinti? Non per questo però si arrende il tuo tentativo di decifrare: i testi e ancor più la vita. Ma con questa consapevolezza, sempre più radicata, che la tua interpretazione non è l’unica né, tanto meno, infallibile. Pensate quanto ci farebbe bene pensarlo dei testi, soprattutto del testo della vita.

Innumerevoli sono anche le interpretazioni dei brani di Michea e Malachia. A chi si riferiscono? A chi si allude? C’è chi, tra gli esegeti, parla di un unico personaggio, c’è chi sostiene che i personaggi sono due, c’è chi allarga a tre. E così i testi  si muovono, come si muove la vita, senza imbrigliamenti. Tutto questo può risultare faticoso, ma è anche molto bello. Tra qualche anno tu leggerai e chissà che cosa scoprirai, perché tu sarai stato mosso dalla vita. E tu leggi con la vita.

E allora vi dirò che cosa mi rimaneva quest’anno dalla lettura dei due testi. Sentivo la spinta dei verbi al futuro e poi assistevo allo sgusciare sul finire di un verbo al presente, saldo, mi dava sicurezza. Dava sicurezza ai verbi al futuro, che parlano di una venuta. Eccolo, verbo al presente: “Io sono il Signore, non cambio”. “Non cambio”, non certo nel segno della immobilità, ma nell’orizzonte della fedeltà: un Dio fedele. E mi si sono riaccese le parole del salmo che oggi abbiamo pregato. Sembrano far eco. Bellissime. Vorrei evocarle e ancora pregarle. Con voi.

Il Signore rimane fedele per sempre,

rende giustizia agli oppressi,

dà il pane agli affamati.

Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,

il Signore rialza chi è caduto,

il Signore ama i giusti,

il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,

ma sconvolge le vie dei malvagi.

Il Signore regna per sempre,

il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

Fedele per sempre – voi mi capite –: quando vivo e quando muoio, quando capisco e quando non capisco, quando è sereno e quando è burrasca. Anzi le parole del salmo mi raccontano una attenzione privilegiata di Dio: per gli sconsolati.

E ora una breve sosta sul brano del vangelo. Che ci regala versi della poesia del prologo di Giovanni. Dentro lo sconfinare dei versi faccio indugio, ma per poco, su una espressione riferita a Giovanni, il battezzatore: “Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce”. Dunque colui che viene, colui che stiamo aspettando, lo possiamo chiamare “luce”. Se apro l’uscio della casa, batte dentro la luce. Sono scolorito, sento bisogno di luce e con la liturgia dei Vesperi prego:

“O luce agli occhi miei, dolce Signore,

difesa dei miei giorni.

Come di un manto il Signore mi avvolge

col suo fulgore e mi salva”.

Gesù la luce, ma c’era anche bisogno di uno che indicasse la luce. Che si era in qualche modo nascosta nel silenzio degli anni di Nazaret. Ebbene Gesù, di Giovanni dirà – ed  è bellissimo –:”Egli era la lampada che arde e risplende” (Gv 5,35). Ardere – perché, se non ardo, come, che cosa  e chi posso far risplendere? – ardere e far risplendere Gesù. Se nella vita mi fosse riuscito di creare un minimo di riverbero sul volto di Gesù, sarei strafelice.

Mi si dilata il pensiero, perché è pur vero che anche altri volti attendono una lampada, per essere risvegliati dal buio, la lampada della nostra simpatia, della nostra stima, del nostro affetto. A volte togliamo la luce, dall’attenzione sugli altri, solo perché sono diversi. Se pensassimo alle parole di Paolo ai Galati: “Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù”!

La lanterna che arde. A volte fatichiamo a interpretare, a decifrare, perché si fa sera. Mi ha destato molta emozione in cuore la poesia di una mia cara amica. Una sera, su una spiaggia lontana, vedeva lame soffuse di luce posarsi su cose piccole, scattò una foto, dalla foto si risvegliarono immagini: la notte non avrebbe cancellato, forse solo custodito. Ardere, far risplendere, custodire. Anche se non è tutto così immediato. Ecco la poesia:

L’ultima sera sulla costa

scrutavo le pietre, raccoglievo le parole

trovavo strappi, appoggi, incisioni e voci.

molluschi e alghe

sulla sabbia.

L’ultima sera, l’ultima del viaggio

infine la notte fu creata e accesa:

venne così l’ultimo buio seguito da infiniti sogni.

E ora soffiava il vento.

Quanti i disegni dispersi nel buio

nella mente mi parlava quel buio

e questo ci raccontò la bianca ruvida voce

Rincorrevo tutti i colori del giallo,

e i colori dell’ocra,

e la disperazione di stanche perplesse attese

Fine del viaggio: ultima sera.

Sulla soglia coltiverò geroglifici intagliati

e ti vedrò ancora.

Le Letture

LETTURA Mi 5, 1; Ml 3, 1-5a. 6-7b

Lettura del profeta Michea

Così dice il Signore Dio: «E tu, Betlemme di Èfrata, così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti. Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti. Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai. Siederà per fondere e purificare l’argento; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un’offerta secondo giustizia. Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani. Io mi accosterò a voi per il giudizio e sarò un testimone pronto. Io sono il Signore, non cambio; voi, figli di Giacobbe, non siete ancora al termine. Fin dai tempi dei vostri padri vi siete allontanati dai miei precetti, non li avete osservati. Tornate a me e io tornerò a voi, dice il Signore degli eserciti».

Commento al filmato: è una autentica esplosione di gioia quella che ci coglie nell’ascolto del meraviglioso “Allegro” dal Concerto in Sol di Vivaldi; con un affascinante, esultante dialogo con l’Orchestra, i due Mandolini solisti, pur con la loro esile voce, riescono a creare armonie spumeggianti per raccontare la profezia di Michea:

Così dice il Signore Dio: «E tu, Betlemme di Èfrata, così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti.

SALMO Sal 145 (146)

Vieni, Signore, a salvarci.

Il Signore rimane fedele per sempre,

rende giustizia agli oppressi,

dà il pane agli affamati.

Il Signore libera i prigionieri. R

Il Signore ridona la vista ai ciechi,

il Signore rialza chi è caduto,

il Signore ama i giusti,

il Signore protegge i forestieri. R

Egli sostiene l’orfano e la vedova,

ma sconvolge le vie dei malvagi.

Il Signore regna per sempre,

il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. R

Commento al filmato:sono di una bellezza carica di mistero le note dell’Organo nel dolcissimo “Adagio” della Toccata Adagio e Fuga in Do Magg di Bach, il loro canto appassionato accompagna la preghiera del salmista:

«Vieni, Signore, a salvarci»

EPISTOLA Gal 3, 23-28

Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Fratelli, prima che venisse la fede, noi eravamo custoditi e rinchiusi sotto la Legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata. Così la Legge è stata per noi un pedagogo, fino a Cristo, perché fossimo giustificati per la fede. Sopraggiunta la fede, non siamo più sotto un pedagogo. Tutti voi infatti siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù.

Commento al filmato: il canto gioioso, appassionato dell’Oboe solista accompagnato dagli “arpeggi” impetuosi dell’orchestra nello spettacolare “Allegro”del Concerto in Sol min “La Notte” di Vivaldi, racconta, esultante, l’annuncio di liberazione dalla Legge che san Paolo fa ai Galati: 

Fratelli, prima che venisse la fede, noi eravamo custoditi e rinchiusi sotto la Legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata. Così la Legge è stata per noi un pedagogo, fino a Cristo, perché fossimo giustificati per la fede. Sopraggiunta la fede, non siamo più sotto un pedagogo

VANGELO Gv 1, 6-8. 15-18

✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Giovanni proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.

Commento al filmato: è un annuncio solenne quello del primo capitolo del Vangelo di Giovanni «Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni»; le note maestose dell’Organo della stupenda “Fuga”in Mi b di Bach, proclamano con grande imponenza l’annuncio del Battista:

«Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto:

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