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Anno C – 10 Aprile 2022 – Liturgie di rito Ambrosiano e Romano Domenica delle Le Palme

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Anno C – 10 Aprile 2022 – Liturgie di rito Ambrosiano e Romano Domenica delle Le Palme

Lorenzetti – Gesù entra in Gerusalemme

DOMENICA  DELLE PALME (Anno C)

Rito Ambrosiano

Signore, in te mi rifugio

 Introduzione

La Domenica delle Palme, con il ricordo dell’unzione di Betania (Messa nel giorno) e dell’Ingresso di Gesù a Gerusalemme (Messa unita alla Processione), ci introduce nella Settimana Autentica, quella più eminente, perché celebra la Pasqua del Signore. La liturgia ci invita a non lasciarci coinvolgere dalle tenebre del tradimento e dell’incomprensione, che già sembrano insinuarsi nel cuore, e a offrire al Signore il «profumo prezioso» della nostra fede. Il gesto di Maria – la sorella di Lazzaro – diviene per noi annuncio del mistero di umiliazione e glorificazione racchiuso nella Passione di Gesù, e proprio lo stesso aroma che si diffonde per «tutta la casa» rimanda a quella esplosione di vita che caratterizza la Pasqua. In questi giorni così grandi, desideriamo quindi fissare il nostro sguardo sul Signore crocifisso e risorto, affidando a Lui ogni desiderio e speranza di salvezza.

LITURGIA VIGILIARE VESPERTINA

LETTURA VIGILIARE Gv  2, 13-22

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo. Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e il Signore Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà.

Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

Lode e onore a te, Cristo Signore, nei secoli dei secoli.

Amen.

Commento al filmato: nello spettacolare “Finale Presto”della Sinfonia in Fa min “La Passione” di Haydn, l’Orchestra racconta con note frenetiche, tempestose, la cacciata dei mercanti dal Tempio ad opera di Gesù:

«Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!»,

e poi, la profezia della Sua Morte e Resurrezione:

«Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».

 MESSA NEL GIORNO – RITI DI INTRODUZIONE

ALL’INGRESSO Cfr  Fil 2, 8. 10-11

Nel nome del Signore ogni ginocchio si pieghi in cielo, in terra e negli inferi; perché il Signore si è fatto obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo proclamiamo: «Gesù Cristo è Signore nella gloria di Dio Padre».

Commento al filmato:le note maestose della Tromba del “Corale”di Bach, all’inizio di questa Liturgia,  proclamano con toni di grande solennità:

«Gesù Cristo è Signore nella gloria di Dio Padre».

 ATTO PENITENZIALE

Carissimi, il Signore Gesù ci raduna per celebrare il mistero della sua Passione redentrice: con fede, riconosciamoci peccatori e bisognosi di perdono, perché alla nostra fragilità e debolezza venga in aiuto l’infinita misericordia di Dio.

(Pausa di silenzio) 

Tu, Servo di Dio, che ti sei caricato dei nostri peccati: Kyrie, eléison.                             Kyrie, eléison. 

Tu, Agnello di Dio, che hai offerto la tua vita per noi: Kyrie, eléison.                             Kyrie, eléison. 

Tu, Figlio di Dio, che hai ricreato la nostra innocenza: Kyrie, eléison.                            Kyrie, eléison. 

Dio onnipotente abbia misericordia di noi perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.

Amen.

Commento al filmato: il canto dolcissimo, struggente del Violino insieme ai toni caldi, appassionati del Violoncello della Sonata di Vivaldi, esprime tutta l’intensità di questa supplica:

«con fede, riconosciamoci peccatori e bisognosi di perdono, perché alla nostra fragilità e debolezza venga in aiuto l’infinita misericordia di Dio.»

Non si dice il Gloria.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Preghiamo.

Tu ci rinnovi, o Padre, per la beata passione del tuo Unigenito fatto nostro fratello; conserva in noi l’azione della tua misericordia perché celebrando questo mistero ti offriamo in ogni tempo la nostra vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Amen.

 LITURGIA DELLA PAROLA

LETTURA Is 52, 13 – 53, 12

Il quarto cantico del servo del Signore: l’uomo dei dolori che ben conosce il patire.

Lettura del profeta Isaia.

Così dice il Signore Dio: «Ecco, il mio servo avrà successo, sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente.

Come molti si stupirono di lui – tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo –, così si meraviglieranno di lui molte nazioni; i re davanti a lui si chiuderanno la bocca, poiché vedranno un fatto mai a essi raccontato e comprenderanno ciò che mai avevano udito. Chi avrebbe creduto al nostro annuncio? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore? È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua posterità? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per la colpa del mio popolo fu percosso a morte. Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca. Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità.

Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perché ha spogliato se stesso fino alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i colpevoli».

Parola di Dio.

Rendiamo grazie a Dio

Commento al filmato: le note dolenti, struggenti, del Pianoforte nella delicata “Variazione 25” da “Variazioni Goldberg” di Bach, cantano con toni appassionati la profezia di Isaia che prefigura la Passione di Cristo:

«Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.»

SALMO  Sal 87 (88)

Signore, in te mi rifugio.

Signore, Dio della mia salvezza, davanti a te grido giorno e notte. Giunga fino a te la mia preghiera, tendi l’orecchio alla mia supplica. R.

Io sono sazio di sventure, la mia vita è sull’orlo degli inferi. Sono annoverato fra quelli che scendono nella fossa, sono come un uomo ormai senza forze. Sono libero, ma tra i morti. R.

Hai allontanato da me i miei compagni, mi hai reso per loro un orrore. Sono prigioniero senza scampo, si consumano i miei occhi nel patire. Tutto il giorno ti chiamo, Signore, verso di te protendo le mie mani. R.

Commento al filmato: in questo delicato “Adagio”di Michèl Corrette, l’Organo e l’Orchestra intessono uno struggente dialogo per cantare il Responsoriale Signore, in te mi rifugio tratto dal salmo 88/87:

«Signore, Dio della mia salvezza, davanti a te grido giorno e notte.»

sono coinvolgenti le immagini di De Zurbaran “San Girolamo flagellato dagli Angeli”, di Camillo “martirio di san Bartolomeo”e di Sebastiano Ricci “la pazienza di Giobbe”.

EPISTOLA Eb 12, 1b-3

Tenete fisso lo sguardo su Gesù, che si sottopose alla croce.

Lettera agli Ebrei.

Fratelli, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio. Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo.

Parola di Dio.

Rendiamo grazie a Dio

Commento al filmato: nello splendido “Adagio” dal Concerto in Do min di Vivaldi, il canto spiegato, struggente, dell’Oboe, accompagnato dalle note profonde, ritmate di Violoncello e Contrabbasso, racconta le accorate raccomandazioni di san Paolo agli Ebrei:

«Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo.»

CANTO AL VANGELO Cfr  Gv 12, 32

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Quando sarò elevato da terra,

io attirerò tutti a me, dice il Signore.

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

 VANGELO Gv 11, 55 – 12, 11

Sei giorni prima della Pasqua, la cena di Betània: lo ha fatto per la mia sepoltura.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

Gloria a te, o Signore

In quel tempo. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?». Intanto i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché potessero arrestarlo.

Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».

Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

Parola del Signore.

Lode a te, o Cristo

Commento al filmato: nello stupendo“Andante Espressivo” in La min da “Songs Without Words” di Mendelssohn, il Pianoforte canta con note accorate il viaggio di Gesù verso Gerusalemme, verso la Sua Passione:   «Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?». Nello splendido, dolcissimo “Largo” del Concerto in La min di Vivaldi, il canto struggente dell’Oboe, ci fa vivere con grande emozione la scena della Cena di Betania:

«Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».

DOPO IL VANGELO Cfr  1 Pt 2, 21. 24

Fratelli, seguiamo il cammino di Cristo che conduce a salvezza. Egli morì per noi, lasciando un esempio. Sulla croce portò nel suo corpo i nostri peccati perché, morendo alla colpa, risorgessimo alla vita di grazia.

PREGHIERA UNIVERSALE

Fratelli e sorelle, con fiducia, eleviamo le nostre implorazioni al Signore Gesù, che offre la sua vita per noi, affinché ci attiri a lui con la forza del suo amore.

Ascoltaci, Signore! 

Per la Chiesa: sia nel mondo strumento efficace della tua bontà e misericordia, ti preghiamo.R

Per tutti gli uomini: possano camminare, con impegno rinnovato, nella ricerca del dialogo, della giustizia e della pace, ti preghiamo. R

Per i giovani: sappiano affidarti ogni desiderio e speranza di libertà che portano nel cuore, ti preghiamo. R

Per ciascuno di noi: la contemplazione del tuo volto sofferente e glorioso rinnovi la nostra fede e susciti la nostra testimonianza, ti preghiamo. R

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

O Dio infinitamente misericordioso, che hai salvato il genere umano con la morte del tuo dilettissimo Figlio, dona alla Chiesa che celebra fedelmente il mistero della Pasqua la pienezza della tua gioia. Per Cristo nostro Signore.

Amen.

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