Salmo 108

Salmo 108

Oso dire infatti alla vostra Carità che Dio, per essere ben lodato dall’uomo, ha cantato lui stesso la propria lode e in tanto l’uomo ha trovato come lodarlo in quanto Dio s’è degnato lodare se stesso. (s. Agostino esposizione sul salmo 144)

Salmi – Capitolo 108

Inno del mattino e preghiera nazionale

[1]Canto. Salmo. Di Davide.

[2]Saldo è il mio cuore, Dio,
saldo è il mio cuore:
voglio cantare inni, anima mia.
[3]Svegliatevi, arpa e cetra,
voglio svegliare l’aurora.

[4]Ti loderò tra i popoli, Signore,
a te canterò inni tra le genti,
[5]perché la tua bontà è grande fino ai cieli
e la tua verità fino alle nubi.
[6]Innàlzati, Dio, sopra i cieli,
su tutta la terra la tua gloria.

[7]Perché siano liberati i tuoi amici,

[8]Dio ha parlato nel suo santuario:
«Esulterò, voglio dividere Sichem
e misurare la valle di Succot;
[9]mio è Gàlaad, mio Manasse,
Efraim è l’elmo del mio capo,
Giuda il mio scettro.
[10]Moab è il catino per lavarmi,
sull’Idumea getterò i miei sandali,
sulla Filistea canterò vittoria».

[11]Chi mi guiderà alla città fortificata,
chi mi condurrà fino all’Idumea?
[12]Non forse tu, Dio, che ci hai respinti
e più non esci, Dio, con i nostri eserciti?
[13]Contro il nemico portaci soccorso,
poiché vana è la salvezza dell’uomo.
[14]Con Dio noi faremo cose grandi
ed egli annienterà chi ci opprime.

I dare say to your Charity that God, in order to be well praised by man, sang his own praise, and man found how to praise him because God deigned to praise himself. (St. Augustine, exposition on Psalm 144)

Psalm 108[a]

A song. A psalm of David.

My heart, O God, is steadfast;
    I will sing and make music with all my soul.
Awake, harp and lyre!
    I will awaken the dawn.
I will praise you, Lord, among the nations;
    I will sing of you among the peoples.
For great is your love, higher than the heavens;
    your faithfulness reaches to the skies.
Be exalted, O God, above the heavens;
    let your glory be over all the earth.

Save us and help us with your right hand,
    that those you love may be delivered.
God has spoken from his sanctuary:
    “In triumph I will parcel out Shechem
    and measure off the Valley of Sukkoth.
Gilead is mine, Manasseh is mine;
    Ephraim is my helmet,
    Judah is my scepter.
Moab is my washbasin,
    on Edom I toss my sandal;
    over Philistia I shout in triumph.”

10 Who will bring me to the fortified city?
    Who will lead me to Edom?
11 Is it not you, God, you who have rejected us
    and no longer go out with our armies?
12 Give us aid against the enemy,
    for human help is worthless.
13 With God we will gain the victory,
    and he will trample down our enemies.

Commento al filmato: nei due brani di sfolgorante luminosa bellezza del Concerto in Si min di Vivaldi le quattro Ghitarre con l’Orchestra cantano con il salmista questo “Inno del mattino e preghiera nazionale”; il primo brano, il Largo – Larghetto canta con note sommesse, dolcissime:

[2]Saldo è il mio cuore, Dio, saldo è il mio cuore: voglio cantare inni, anima mia. [3]Svegliatevi, arpa e cetra, voglio svegliare l’aurora.

dal versetto 8, riprendendo il versetto 6, nel secondo brano “Allegro”, lle Ghitarre e l’Orchestra cantano con note esultanti, gioiose:

[6]Innàlzati, Dio, sopra i cieli, su tutta la terra la tua gloria. [7]Perché siano liberati i tuoi amici, [8]Dio ha parlato nel suo santuario: «Esulterò, voglio dividere Sichem e misurare la valle di Succot;

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Comment to the film: in the two pieces of dazzling luminous beauty from Vivaldi’s Concerto in B min the four Guitars with the Orchestra sing this “Morning Hymn and national prayer” with the psalmist; the first piece, the Largo – Larghetto sings with subdued, very sweet notes:

[2] Firm is my heart, God, steadfast is my heart: I will sing hymns, my soul. [3] Wake up, harp and zither, I want to wake up the dawn.

from verse 8, taking up verse 6, in the second passage “Allegro”, the Guitars and the Orchestra sing with exultant, joyful notes:

[6] Exalt yourself, God, above the heavens, on all the earth your glory. [7] For your friends to be freed, [8] God spoke in his sanctuary: ′′ I will exult, I want to divide Shechem and measure the valley of Succot;

sant’Agostino esposizione sui Salmi

SUL SALMO 107/108

[SI DICE PERCHÉ A QUESTO PUNTO NON VENGA INSERITA

L’ESPOSIZIONE DEL SALMO.]

Agostino spiega il motivo per cui non esporrà questo salmo.

1. Non ho ritenuto opportuno fare il commento del Salmo 107, perché già l’ho fatto durante l’esposizione del Salmo 56 e del Salmo 59, delle cui ultime parti esso risulta composto. Difatti l’ultima parte del Salmo 56 costituisce la prima parte di questo salmo, fino al versetto in cui si dice: E sopra tutta la terra la tua gloria 1; da questo punto poi, fino alla fine, esso riprende l’ultima parte del Salmo 59. Allo stesso modo l’ultima parte del Salmo 134 è la stessa del Salmo 113, a cominciare dal versetto in cui si dice: I simulacri delle genti sono argento e oro 2; allo stesso modo i Salmi 13 e 52, tranne alcuni mutamenti nel mezzo, contengono le stesse espressioni dal principio fino alla fine. Tutte le cose dunque che in questo Salmo 107 sono riportate in forma leggermente diversa rispetto a quei due salmi, delle cui parti risulta composto, non sono difficili a comprendere. Ad esempio nel Salmo 56 si dice: Canterò ed inneggerò; lèvati su, mia gloria 3, mentre qui si dice: Canterò ed inneggerò nella mia gloria 4. Se infatti in quello si è detto: Lèvati su 5, è stato proprio perché si cantasse ed inneggiasse. Parimenti lì si dice: Perché è stata fatta grande fino ai cieli la tua misericordia, o anche – come traducono altri è stata innalzata; qui invece: Perché è grande sopra i cieli la tua misericordia 6. Se questa è stata fatta grande fino ai cieli, è perché sia veramente grande nei cieli: questo vuol dire appunto quel sopra i cieli. Parimenti nel Salmo 59 si legge: Mi allieterò, e dividerò Sichem 7; qui invece si legge: Mi esalterò, e dividerò Sichem 8. Una tale variante dimostra ciò che è simboleggiato con la divisione di Sichem, che cioè è predetto il futuro seguito all’esaltazione del Signore e che quella letizia si riferisce a questa esaltazione; in altre parole uno si allieta perché è esaltato. Per questo altrove si dice: Hai cambiato il mio lutto in gioia per me; hai strappato il mio sacco, e mi hai rivestito di letizia 9. Parimenti lì si legge: Ed Efraim è la fortezza del mio capo 10; qui invece: Ed Efraim è il sostegno del mio capo 11. Difatti col sostenere si ha la fortezza, cioè attraverso il sostegno esso rende forti e così fruttifica in noi, perché Efraim significa appunto ” fruttificazione “. Questa azione di sostegno può essere riferita all’uno e all’altro elemento: sia a noi quando accogliamo il Cristo, sia a lui quando accoglie noi, essendo il capo della Chiesa. Infine, lì si legge: Quelli che ci affliggono 12; qui invece: I nostri nemici 13; si tratta ovviamente degli stessi individui.

2. Codesto salmo ci ricorda pure che quei titoli, che sono premessi ai componimenti come dati storici, possono essere esattamente e giustamente intesi da noi dal punto di vista profetico, secondo il quale sappiamo essere stati scritti i salmi. Ora che c’è di più diverso, dal punto di vista storico, tra ciò che si dice nel titolo del Salmo 56 e ciò che si dice nel titolo del Salmo 59? Nel primo si legge: Per la fine, “non guastare “; di David stesso, per l’iscrizione del titolo, quando fuggiva dalla presenza di Saul verso la caverna 14; nell’altro invece: Per la fine, per coloro che saranno mutati, per l’iscrizione del titolo, di David stesso, da far imparare, quando incendiò la Mesopotamia, la Siria e la Siria di Sobal, e fece indietreggiare Ioab, ed uccise nella valle delle saline dodicimila persone 15. Difatti, tranne alcune espressioni, quali per l’iscrizione, di David stesso e per la fine, tutte le altre sono talmente diverse in quei titoli che uno ci parla dell’umiliazione di David e l’altro della sua fortezza, uno ne ricorda la fuga e l’altro le vittorie. Eppure proprio delle due ultime parti di questi due salmi, i cui titoli sono tanto diversi tra loro, si compone il nostro salmo. Questo fatto significa che l’uno e l’altro concorrono verso un fine unitario non già a livello della storia, bensì a quello ben più alto della profezia, essendo collegati i finali dell’uno e del l’altro in quest’altro salmo, il quale ha per titolo: Cantico del Salmo, dello stesso David 16, che non è simile a nessuno dei due titoli sopra ricordati, tranne l’espressione messa anche qui: dello stesso David. La ragione è che anticamente Dio – come afferma la Lettera agli Ebrei 17 – a più riprese ed in più maniere parlò ai padri per mezzo dei Profeti; ed ancora parlò per mezzo di colui che mandò dopo, perché si compissero gli oracoli dei Profeti: Quante infatti sono le promesse di Dio, in lui hanno compimento 18.

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