Salmo 19

Salmo 19

Oso dire infatti alla vostra Carità che Dio, per essere ben lodato dall’uomo, ha cantato lui stesso la propria lode e in tanto l’uomo ha trovato come lodarlo in quanto Dio s’è degnato lodare se stesso. (s. Agostino esposizione sul salmo 144)

SALMO 19 (18)

LA LEGGE DEL SIGNORE, LUCE E GIOIA PER L’UOMO

Al maestro del coro. Salmo. Di Davide.

2 I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.

3 Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia.

4 Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,

5 per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio.

Là pose una tenda per il sole
6 che esce come sposo dalla stanza nuziale:
esulta come un prode che percorre la via.

7 Sorge da un estremo del cielo
e la sua orbita raggiunge l’altro estremo:
nulla si sottrae al suo calore.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

9 I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.

10 Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti,

11 più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante.

12 Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.

13 Le inavvertenze, chi le discerne?
Assolvimi dai peccati nascosti.

14 Anche dall’orgoglio salva il tuo servo
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile,
sarò puro da grave peccato.

15 Ti siano gradite le parole della mia bocca;
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia roccia e mio redentore.

I dare say to your Charity that God, in order to be well praised by man, sang his own praise, and man found how to praise him because God deigned to praise himself. (St. Augustine, exposition on Psalm 144)

Psalm 19[a]

For the director of music. A psalm of David.

The heavens declare the glory of God;
    the skies proclaim the work of his hands.
Day after day they pour forth speech;
    night after night they reveal knowledge.
They have no speech, they use no words;
    no sound is heard from them.
Yet their voice[b] goes out into all the earth,
    their words to the ends of the world.
In the heavens God has pitched a tent for the sun.
    It is like a bridegroom coming out of his chamber,
    like a champion rejoicing to run his course.
It rises at one end of the heavens
    and makes its circuit to the other;
    nothing is deprived of its warmth.

The law of the Lord is perfect,
    refreshing the soul.
The statutes of the Lord are trustworthy,
    making wise the simple.
The precepts of the Lord are right,
    giving joy to the heart.
The commands of the Lord are radiant,
    giving light to the eyes.
The fear of the Lord is pure,
    enduring forever.
The decrees of the Lord are firm,
    and all of them are righteous.

10 They are more precious than gold,
    than much pure gold;
they are sweeter than honey,
    than honey from the honeycomb.
11 By them your servant is warned;
    in keeping them there is great reward.
12 But who can discern their own errors?
    Forgive my hidden faults.
13 Keep your servant also from willful sins;
    may they not rule over me.
Then I will be blameless,
    innocent of great transgression.

14 May these words of my mouth and this meditation of my heart
    be pleasing in your sight,
    Lord, my Rock and my Redeemer.

Commento al filmato: è di una bellezza emozionante l’Allegro del Concerto in Re Magg di Mozart; Le note maestose del Corno annunciano questo stupendo Inno al Sole di Giustizia:

            6 Là pose una tenda per il sole

            che esce come sposo dalla stanza nuziale,

            esulta come prode che percorre la via.

tutto il salmo viene illuminato di una luce abbagliante; le note smaglianti del Corno solista e dell’Orchestra si dipanano in un canto gioioso, spumeggiante, con toni esultanti:

Ti siano gradite le parole della mia bocca; davanti a te i pensieri del mio cuore, Signore, mia roccia e mio redentore.

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Commentary on the film: Mozart’s Allegro del Concerto in D Major is of an exciting beauty; The majestic notes of the Horn announce this wonderful Hymn to the Sun of Justice:

6 There he pitched a tent for the sun who comes out of the bridal chamber as a bridegroom, rejoices as a brave who walks the way.

the whole psalm is illuminated with a dazzling light; the dazzling notes of the solo horn and orchestra unfold in a joyful, sparkling song with exultant tones:

May the words of my mouth be pleasing to you; before you the thoughts of my heart, Lord, my rock and my redeemer.

sant’Agostino espoosizione sui Salmi

SUL SALMO 18

ESPOSIZIONE I

1. [v 1.] Per la fine, salmo di David. È noto questo titolo: non è il Signore Gesù Cristo che dice queste cose, ma è di lui che si dicono.

2. [v 2.] I cieli narrano la gloria di Dio: i giusti Evangelisti, nei quali Dio abita come nei cieli, raccontano la gloria del Signore nostro Gesù Cristo o la gloria con la quale il Figlio ha glorificato il Padre sulla terra. E il firmamento annunzia le opere delle sue mani: annunzia le opere prodigiose del Signore quel firmamento che ora, in virtù dello Spirito Santo, è divenuto cielo, mentre prima era terra per timore.

3. [v 3.] Il giorno passa la parola al giorno: lo Spirito rivela agli uomini spirituali la pienezza dell’immutabile Sapienza di Dio, e cioè che il Verbo era nel principio Dio presso Dio 1. E la notte alla notte annunzia la scienza: la mortalità della carne, suggerendo la fede, annunzia la scienza futura a quegli uomini carnali che si trovano lontani.

4. [v 4.] Non vi sono parole né discorsi dei quali non si oda la loro voce, per mezzo di tali discorsi si sono senz’altro udite le voci degli Evangelisti, dato che essi hanno annunziato il Vangelo in ogni lingua.

5. [v 5.] In tutta la terra si è diffusa la loro voce, e le loro parole sino ai confini della terra.

Cristo nel tempo e nell’eternità.

6. [v 6.] Nel sole ha posto il suo tabernacolo: il Signore, che doveva inviare non la pace ma la spada sulla terra 2, per combattere contro i regni degli errori temporali, ha posto nel tempo, ovvero nel suo manifestarsi, come una sua tenda militare, cioè il dono della sua Incarnazione. Ed egli stesso come sposo che esce dal suo talamo: egli stesso cioè esce dal seno verginale in cui Dio si è unito alla natura umana, come uno sposo alla sposa. È balzato esultante come un gigante per correre la via. È balzato esultante come il più forte di tutti, che per la sua incomparabile forza vince ogni altro uomo, non per fermarsi lungo la via, ma per correrla. Non si è infatti fermato sulla via dei peccatori 3.

7. [v 7.] Da una estremità del cielo la sua levata: è la sua processione dal Padre non nel tempo ma nell’eternità, per la quale è nato dal Padre. E la sua corsa fino all’altra estremità del cielo. E ha corso con la pienezza della divinità fino ad essere uguale al Padre. E non v’è chi si nasconda al suo calore. Quando poi il Verbo si è fatto anche carne ed ha abitato in noi 4 assumendo la nostra mortalità, non ha consentito che alcun mortale si sottraesse all’ombra della morte; infatti anch’essa è stata penetrata dal calore del Verbo.

Manifestazione del Cristo.

8. [v 8.] Immacolata è la Legge del Signore, converte le anime. Egli stesso è la Legge del Signore, perché è venuto ad adempiere la Legge, non ad abrogarla 5; e Legge immacolata poiché non ha commesso peccato, né è stato trovato inganno nella sua bocca 6, e non schiaccia le anime sotto il giogo della servitù, ma le converte in libertà all’imitazione di se stesso. Fedele è la testimonianza del Signore che porge la sapienza ai fanciulli. Fedele è la testimonianza del Signore, perché nessuno ha conosciuto il Padre se non il Figlio, e colui al quale il Figlio ha voluto rivelarlo 7; cose queste che sono nascoste ai sapienti e rivelate ai fanciulli, poiché Dio resiste ai superbi mentre dona la grazia agli umili 8.

9. [v 9.] Le giustizie del Signore sono rette, allietano il cuore. Tutte le giustizie del Signore sono rette in Lui, che non ha insegnato niente che non abbia fatto egli stesso, di modo che quanti lo imiteranno possano gioire nel loro cuore di quelle cose che fanno liberamente per amore e non servilmente per timore. Il comandamento del Signore è nitido, illumina gli occhi: è limpido il comandamento del Signore che senza il velo delle osservanze carnali illumina il volto dell’uomo interiore.

10. [v 10.] Il timore del Signore è puro e rimane eternamente: il timore del Signore, non quello che è posto sotto la legge della pena e che ha terrore che gli siano sottratti i beni temporali, nell’amore dei quali fornica l’anima; ma quello puro con il quale la Chiesa quanto più ardentemente ama il suo sposo, tanto più diligentemente teme di offenderlo; e perciò l’amore perfetto non scaccia via questo timore 9 che invece rimane eternamente.

11. [vv 10.11.] I giudizi del Signore sono veraci, giusti in se stessi: i giudizi di colui che non giudica nessuno ma ha dato al Figlio ogni potere di giudicare 10, sono senz’altro immutabilmente giusti. Perché né Dio ha ingannato qualcuno nel minacciare o nel promettere, né alcuno può togliere agli empi il supplizio, o ai pii il premio che egli dà. Più desiderabili dell’oro e di molte pietre preziose: sia pur molto lo stesso oro e le pietre, e molto preziosi e molto desiderabili, tuttavia i giudizi di Dio sono più desiderabili delle pompe di questo secolo, il cui desiderio fa sì che i giudizi di Dio non siano desiderati, ma temuti o disprezzati o non creduti. E se qualcuno è egli stesso oro o pietra preziosa, tanto da non essere consumato dal fuoco ma da essere assunto nel tesoro di Dio, ebbene costui desidera più di se stesso i giudizi di Dio, la cui volontà antepone alla sua. E dolci più del miele e del favo: e sia uno già miele, in quanto, sciolto già dai vincoli di questa vita, attenda il giorno in cui possa giungere al banchetto di Dio; oppure sia ancora favo, cioè avvolto da questa vita come da cera, non mescolato ad essa ma riempiendola, ed abbia bisogno di una certa pressione della mano di Dio, che non opprime ma trae fuori, per poter passare purificato dalla vita temporale a quella eterna; ebbene per lui sono più dolci i giudizi di Dio che se stesso, perché per lui essi sono più dolci del miele e del favo.

12. [v 12.] Perciò il tuo servo li custodisce: perché è amaro il giorno del Signore per chi non li custodisce. Molta è la ricompensa nel custodirli: molta è la ricompensa, ma non in qualche bene esteriore, bensì proprio nel fatto stesso di custodire i giudizi di Dio, ed è molta poiché si gioisce in essi.

13. [v 13.] I delitti chi li comprende? Quale mai dolcezza può esservi nei delitti, in cui non c’è conoscenza? Invero chi può comprendere i delitti, i quali chiudono quel medesimo occhio cui soave è la verità, per cui sono dolci e desiderabili i giudizi di Dio; e, come le tenebre, gli occhi, così i delitti chiudono la mente, e non lasciano scorgere né la luce né se stesso?

L’apostasia.

14. [vv 13.14.] Dai miei [peccati] occulti purificami, o Signore! Dalle passioni celate in me purificami, o Signore. E da quelli degli altri guarda il tuo servo: perché io non sia sedotto dagli altri; non diviene infatti prigioniero degli altrui peccati chi è libero dai suoi. Libera dunque dalle cupidigie altrui non il superbo e chi desidera esser indipendente, ma il tuo servo. Se non mi avranno dominato, allora sarò immacolato: se non mi avranno dominato i miei peccati occulti e quelli altrui, allora sarò senza macchia. Non c’è infatti una terza origine del peccato, oltre quello proprio e occulto, in cui cadde il diavolo, e quello altrui da cui fu sedotto l’uomo tanto che col suo consenso lo fece suo. E sarò purificato dal grande delitto: da quale altro delitto se non da quello della superbia? Non c’è infatti delitto maggiore del disertare da Dio, in cui sta l’inizio della superbia umana 11. E davvero è senza macchia chi è privo anche di questo peccato; perché esso è l’ultimo [a scomparire] in coloro che ritornano a Dio, come fu il primo [ad apparire] in coloro che si allontanarono [da lui].

15. [v 15.] E incontreranno favore le parole della mia bocca, e la meditazione del mio cuore sarà sempre al tuo cospetto: la meditazione del mio cuore non ha per scopo di piacere agli uomini, perché è già annientata la superbia; ma è sempre al tuo cospetto, perché tu scruti la coscienza pura. Signore mio aiuto e mio redentore: Signore, tu aiuti me che tendo a te; poiché mi hai redento affinché io tenda a te; nessuno attribuisca alla sua sapienza il convertirsi a te o alle sue forze il giungere a te, se non vuole essere respinto ancora di più da te, che resisti ai superbi; costui infatti non si è purificato dal grande peccato né incontra favore innanzi a te, che ci redimi perché ci convertiamo, e ci aiuti perché giungiamo a te.

Una risposta.

  1. Carla garbagnati ha detto:

    Tocca il cuore e innalza al cielo
    Complimenti

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