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Salmo 89 1a e 2a Parte

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Salmo 89 1a e 2a Parte

Oso dire infatti alla vostra Carità che Dio, per essere ben lodato dall’uomo, ha cantato lui stesso la propria lode e in tanto l’uomo ha trovato come lodarlo in quanto Dio s’è degnato lodare se stesso. (s. Agostino esposizione sul salmo 144)

Salmi – Capitolo 89 

Inno e preghiera al Dio fedele

1a Parte

[1]Maskil. Di Etan l’Ezraita.
[2]Canterò senza fine le grazie del Signore,
con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli,
[3]perché hai detto: «La mia grazia rimane per sempre»;
la tua fedeltà è fondata nei cieli.
[4]«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide mio servo:
[5]stabilirò per sempre la tua discendenza,
ti darò un trono che duri nei secoli».

[6]I cieli cantano le tue meraviglie, Signore,
la tua fedeltà nell’assemblea dei santi.
[7]Chi sulle nubi è uguale al Signore,
chi è simile al Signore tra gli angeli di Dio?
[8]Dio è tremendo nell’assemblea dei santi,
grande e terribile tra quanti lo circondano.

[9]Chi è uguale a te, Signore, Dio degli eserciti?
Sei potente, Signore, e la tua fedeltà ti fa corona.
[10]Tu domini l’orgoglio del mare,
tu plachi il tumulto dei suoi flutti.
[11]Tu hai calpestato Raab come un vinto,
con braccio potente hai disperso i tuoi nemici.

[12]Tuoi sono i cieli, tua è la terra,
tu hai fondato il mondo e quanto contiene;
[13]il settentrione e il mezzogiorno tu li hai creati,
il Tabor e l’Ermon cantano il tuo nome.
[14]E’ potente il tuo braccio,
forte la tua mano, alta la tua destra.
[15]Giustizia e diritto sono la base del tuo trono,
grazia e fedeltà precedono il tuo volto.

[16]Beato il popolo che ti sa acclamare
e cammina, o Signore, alla luce del tuo volto:
[17]esulta tutto il giorno nel tuo nome,
nella tua giustizia trova la sua gloria.
[18]Perché tu sei il vanto della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra potenza.
[19]Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d’Israele.

2a Parte

[20]Un tempo parlasti in visione ai tuoi santi dicendo:
«Ho portato aiuto a un prode,
ho innalzato un eletto tra il mio popolo.
[21]Ho trovato Davide, mio servo,
con il mio santo olio l’ho consacrato;
[22]la mia mano è il suo sostegno,
il mio braccio è la sua forza.

[23]Su di lui non trionferà il nemico,
né l’opprimerà l’iniquo.
[24]Annienterò davanti a lui i suoi nemici
e colpirò quelli che lo odiano.
[25]La mia fedeltà e la mia grazia saranno con lui
e nel mio nome si innalzerà la sua potenza.
[26]Stenderò sul mare la sua mano
e sui fiumi la sua destra.

[27]Egli mi invocherà: Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza.
[28]Io lo costituirò mio primogenito,
il più alto tra i re della terra.
[29]Gli conserverò sempre la mia grazia,
la mia alleanza gli sarà fedele.
[30]Stabilirò per sempre la sua discendenza,
il suo trono come i giorni del cielo.

[31]Se i suoi figli abbandoneranno la mia legge
e non seguiranno i miei decreti,
[32]se violeranno i miei statuti
e non osserveranno i miei comandi,
[33]punirò con la verga il loro peccato
e con flagelli la loro colpa.

[34]Ma non gli toglierò la mia grazia
e alla mia fedeltà non verrò mai meno.
[35]Non violerò la mia alleanza,
non muterò la mia promessa.
[36]Sulla mia santità ho giurato una volta per sempre:
certo non mentirò a Davide.
[37]In eterno durerà la sua discendenza,
il suo trono davanti a me quanto il sole,
[38]sempre saldo come la luna,
testimone fedele nel cielo».

[39]Ma tu lo hai respinto e ripudiato,
ti sei adirato contro il tuo consacrato;
[40]hai rotto l’alleanza con il tuo servo,
hai profanato nel fango la sua corona.
[41]Hai abbattuto tutte le sue mura
e diroccato le sue fortezze;
[42]tutti i passanti lo hanno depredato,
è divenuto lo scherno dei suoi vicini.

[43]Hai fatto trionfare la destra dei suoi rivali,
hai fatto gioire tutti i suoi nemici.
[44]Hai smussato il filo della sua spada
e non l’hai sostenuto nella battaglia.
[45]Hai posto fine al suo splendore,
hai rovesciato a terra il suo trono.
[46]Hai abbreviato i giorni della sua giovinezza
e lo hai coperto di vergogna.

[47]Fino a quando, Signore,
continuerai a tenerti nascosto,
arderà come fuoco la tua ira?
[48]Ricorda quant’è breve la mia vita.
Perché quasi un nulla hai creato ogni uomo?
[49]Quale vivente non vedrà la morte,
sfuggirà al potere degli inferi?

[50]Dove sono, Signore, le tue grazie di un tempo,
che per la tua fedeltà hai giurato a Davide?
[51]Ricorda, Signore, l’oltraggio dei tuoi servi:
porto nel cuore le ingiurie di molti popoli,
[52]con le quali, Signore, i tuoi nemici insultano,
insultano i passi del tuo consacrato.
[53]Benedetto il Signore in eterno.
Amen, amen.

I dare say to your Charity that God, in order to be well praised by man, sang his own praise, and man found how to praise him because God deigned to praise himself. (St. Augustine, exposition on Psalm 144)

Psalm 89[a]

A maskil[b] of Ethan the Ezrahite.

1st Part

I will sing of the Lord’s great love forever;
    with my mouth I will make your faithfulness known
    through all generations.
I will declare that your love stands firm forever,
    that you have established your faithfulness in heaven itself.
You said, “I have made a covenant with my chosen one,
    I have sworn to David my servant,
‘I will establish your line forever
    and make your throne firm through all generations.’”[c]

The heavens praise your wonders, Lord,
    your faithfulness too, in the assembly of the holy ones.
For who in the skies above can compare with the Lord?
    Who is like the Lord among the heavenly beings?
In the council of the holy ones God is greatly feared;
    he is more awesome than all who surround him.
Who is like you, Lord God Almighty?
    You, Lord, are mighty, and your faithfulness surrounds you.

You rule over the surging sea;
    when its waves mount up, you still them.
10 You crushed Rahab like one of the slain;
    with your strong arm you scattered your enemies.
11 The heavens are yours, and yours also the earth;
    you founded the world and all that is in it.
12 You created the north and the south;
    Tabor and Hermon sing for joy at your name.
13 Your arm is endowed with power;
    your hand is strong, your right hand exalted.

14 Righteousness and justice are the foundation of your throne;
    love and faithfulness go before you.
15 Blessed are those who have learned to acclaim you,
    who walk in the light of your presence, Lord.
16 They rejoice in your name all day long;
    they celebrate your righteousness.
17 For you are their glory and strength,
    and by your favor you exalt our horn.[d]
18 Indeed, our shield[e] belongs to the Lord,
    our king to the Holy One of Israel.

19 Once you spoke in a vision,
    to your faithful people you said:
“I have bestowed strength on a warrior;
    I have raised up a young man from among the people.

2nd Part
20 I have found David my servant;
    with my sacred oil I have anointed him.
21 My hand will sustain him;
    surely my arm will strengthen him.
22 The enemy will not get the better of him;
    the wicked will not oppress him.
23 I will crush his foes before him
    and strike down his adversaries.
24 My faithful love will be with him,
    and through my name his horn[f] will be exalted.
25 I will set his hand over the sea,
    his right hand over the rivers.
26 He will call out to me, ‘You are my Father,
    my God, the Rock my Savior.’
27 And I will appoint him to be my firstborn,
    the most exalted of the kings of the earth.
28 I will maintain my love to him forever,
    and my covenant with him will never fail.
29 I will establish his line forever,
    his throne as long as the heavens endure.

30 “If his sons forsake my law
    and do not follow my statutes,
31 if they violate my decrees
    and fail to keep my commands,
32 I will punish their sin with the rod,
    their iniquity with flogging;
33 but I will not take my love from him,
    nor will I ever betray my faithfulness.
34 I will not violate my covenant
    or alter what my lips have uttered.
35 Once for all, I have sworn by my holiness—
    and I will not lie to David—
36 that his line will continue forever
    and his throne endure before me like the sun;
37 it will be established forever like the moon,
    the faithful witness in the sky.”

38 But you have rejected, you have spurned,
    you have been very angry with your anointed one.
39 You have renounced the covenant with your servant
    and have defiled his crown in the dust.
40 You have broken through all his walls
    and reduced his strongholds to ruins.
41 All who pass by have plundered him;
    he has become the scorn of his neighbors.
42 You have exalted the right hand of his foes;
    you have made all his enemies rejoice.
43 Indeed, you have turned back the edge of his sword
    and have not supported him in battle.
44 You have put an end to his splendor
    and cast his throne to the ground.
45 You have cut short the days of his youth;
    you have covered him with a mantle of shame.

46 How long, Lord? Will you hide yourself forever?
    How long will your wrath burn like fire?
47 Remember how fleeting is my life.
    For what futility you have created all humanity!
48 Who can live and not see death,
    or who can escape the power of the grave?
49 Lord, where is your former great love,
    which in your faithfulness you swore to David?
50 Remember, Lord, how your servant has[g]been mocked,
    how I bear in my heart the taunts of all the nations,
51 the taunts with which your enemies, Lord, have mocked,
    with which they have mocked every step of your anointed one.

52 Praise be to the Lord forever!
Amen and Amen.

Salmo 89 1a parte

Commento al filmato: è di una bellezza spettacolare, emozionante, questo “Allegro Vivace” della Sonata in Fa Magg. di Johannes Brahms, il Pianoforte, con le sue note scintillanti e il Violoncello, con le sue note profonde, struggenti ma capaci, a tratti, di grande dolcezza e tenerezza, cantano questo salmo – riprodotto interamente nel filmato – con toni appassionati:

Beato il popolo che ti sa acclamare:

camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;

esulta tutto il giorno nel tuo nome,

si esalta nella tua giustizia.

Psalm 89 1st part

Commentary on the film: this “Allegro Vivace” of the Sonata in F Major by Johannes Brahms is of spectacular, moving beauty, the Piano, with its sparkling notes and the Cello, with its deep, poignant but caspacious notes, a traits, of great sweetness and tenderness, sing this psalm – reproduced entirely in the film – with passionate tones:

Blessed are the people who know how to acclaim you:

he will walk, Lord, in the light of your face;

rejoices all day in your name,

exalts himself in your righteousness.

Salmo 89 2a parte

Commento al filmato: è di una bellezza spettacolare, imponente, la “Fuga” da “Dorische Toccata & Fuge” di Bach, le note maestose, possenti dell’Organo, cantano con toni di grande solennità il Responsoriale «La tua mano, Signore, sostiene il tuo eletto» del Salmo 88/89 che viene riprodotto interamente nel filmato:

Ho trovato Davide, mio servo, con il mio santo olio l’ho consacrato; la mia mano è il suo sostegno, il mio braccio è la sua forza.

Psalm 89 2nd part

Commentary on the film: Bach’s “Fugue” from “Dorische Toccata & Fuge” is of spectacular, imposing beauty, the majestic, powerful notes of the Organ sing with tones of great solemnity the Responsorial «Your hand, Lord, support your chosen one “of Psalm 88/89 which is reproduced entirely in the video:

I found David, my servant, with my holy oil I consecrated him; my hand is his support, my arm is his strength.

sant’Agostino esposizione sui Salmi

SUL SALMO 88/89

ESPOSIZIONE

DISCORSO 1

1. [v 1.] Il salmo di cui con l’aiuto del Signore ci accingiamo a parlare alla vostra Carità, intendetelo come il salmo della speranza che riponiamo nel nostro Signore Gesù Cristo. E innalzate il vostro cuore, sapendo che chi ci ha fatto le promesse le adempirà in quel che resta come in gran parte le ha già adempiute. Ci spinge ad aver fiducia in lui non il nostro merito, ma la sua misericordia. A mio parere, è egli stesso l’intelligenza di Etan, israelita, da cui il salmo prende il titolo. Potrai, volendo, ricercare chi sia stato l’uomo che si chiamava Etan; l’importante però è sapere che la traduzione di questo nome è ” robusto “. E nessuno è robusto in questo mondo, se non nella speranza della promessa di Dio. Per quanto riguarda, infatti, i nostri meriti, siamo deboli; mentre, per la sua misericordia, siamo robusti. Ecco dunque quest’uomo, debole in se stesso ma robusto nella misericordia di Dio, che così comincia a cantare.

2. [v 2.] Le tue misericordie, Signore, canterò in eterno. Di generazione in generazione annunzierò la tua verità nella mia bocca. Dice in sostanza: Le mie membra rispettino il mio Signore. Io parlo, ma dico cose tue: Annunzierò la tua verità nella mia bocca. Se non fossi ossequiente a te, non sarei un servo; se parlassi per mio conto, sarei bugiardo. Ebbene, io dirò cose tue, e sarò io a dirle. Sono, queste, due cose ben distinte: una è tua, l’altra è mia: la verità è tua, la bocca è mia. Ascoltiamo, dunque, quale verità annunzi e quali misericordie canti.

Dio fedele nell’adempiere le promesse.

3. [v 3.] Perché hai detto: la misericordia sarà edificata per sempre. Questo io canto. Questa è la tua verità, e la mia bocca è pronta ad annunziarla: Perché hai detto: la misericordia sarà edificata per sempre. Io edifico – così tu – in modo da non dover distruggere. Alcuni, infatti, tu distruggi in modo da non edificarli, mentre altri distruggi proprio per edificarli. Se non ci fosse nessuno che è distrutto per essere edificato, Geremia non avrebbe udito le parole: Ecco, ti ho stabilito per la distruzione e per la edificazione 1. E, veramente, coloro che rendevano culto agli idoli ed erano servi delle pietre non avrebbero potuto essere edificati in Cristo, se non fossero stati distrutti nel loro primitivo errore. Del pari, se non ci fosse alcuno che sia distrutto per non essere più edificato, non leggeremmo le parole: Li distruggerai e non li edificherai 2. Orbene, perché coloro che sono distrutti ed edificati non credano che l’edificazione sia temporale come è stata temporale la rovina nella quale sono stati distrutti, il salmista, la cui bocca è al servizio della verità di Dio, si tiene stretto alla verità. Per questo annunzierò, per questo parlo, perché tu hai detto. Parlo con sicurezza perché tu, Dio, hai detto; perché, anche se tituberò nella mia parola, tu mi consolerai con la tua. Perché tu hai detto. Che cosa hai detto? La misericordia sarà edificata per sempre. La tua verità sarà preparata nei cieli. Ripete dopo ciò che ha detto prima: Canterò in eterno le tue misericordie, Signore; di generazione in generazione annunzierò la tua verità nella mia bocca. Ha parlato delle misericordie, ha parlato della verità; qui le unisce ambedue: Perché hai detto: la misericordia sarà edificata per sempre; la tua verità sarà preparata nei cieli. È una ripetizione in cui tornano misericordia e verità. Infatti, tutte le vie del Signore sono misericordia e verità 3. Non farebbe mostra di verità mantenendo le promesse, se non ci avesse prevenuti con la misericordia nella remissione dei peccati. Inoltre, sebbene in profezia fossero state promesse molte cose al popolo d’Israele, che discendeva dalla stirpe di Abramo secondo la carne, e sebbene quel popolo nel quale dovevano compiersi le promesse di Dio si fosse propagato a dismisura, tuttavia Dio non chiuse la fonte della sua bontà nei confronti delle genti straniere, poste sotto l’impero degli angeli, riservandosi solamente la porzione costituita dal popolo d’Israele. A queste due diverse stirpi l’Apostolo vede compartite, con distinzione appropriata, e la misericordia e la verità del Signore. Dice, infatti, che Cristo fu ministro della circoncisione a causa della verità di Dio, per confermare le promesse dei padri 4. Vedi come Dio non ha ingannato e come non ha respinto il suo popolo, che aveva conosciuto in anticipo. Quando parla, infatti, della defezione dei giudei, affinché nessuno credesse che essi furono riprovati al punto che nessun chicco venisse tratto dalla loro vagliatura e posto nel granaio, l’Apostolo dice: Dio non ha respinto il suo popolo che aveva conosciuto in anticipo; infatti anche io sono Israelita 5. Se quel popolo fosse stato tutto spine, come farei ad essere buon grano io che vi parlo? La verità di Dio si è adempiuta, dunque, in quegli Israeliti che hanno creduto, e dalla circoncisione è venuta una parete che poggia sulla pietra angolare 6. Ma quella pietra non avrebbe potuto formare angolo, se non avesse sorretto anche l’altra parete, che proviene dalle genti. La prima parete si rifà propriamente alla verità, e la seconda alla misericordia. Dico, infatti, scrive l’Apostolo, che Gesù Cristo fu ministro della circoncisione a causa della verità di Dio, per confermare le promesse dei padri. Quanto alle genti, esse glorificano Dio a causa della misericordia 7. Giustamente, pertanto, si dice: La tua verità sarà preparata nei cieli. Difatti, tutti quegli Israeliti che sortirono il nome di Apostoli sono divenuti cieli che annunziano la gloria di Dio. Di questi cieli è detto: I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annunzia le opere delle sue mani. E perché vi convinciate che ci si riferisce proprio a questi cieli [personificati], di essi più chiaramente si dice in seguito: Non vi sono discorsi né parole dei quali non si ascolti la voce. Se cerchi a chi si riferisce questo dei quali, non troverai altro se non ” i cieli “. Ebbene, se sono gli Apostoli coloro la cui voce fu udita in tutte le lingue, ne consegue che sono gli Apostoli anche coloro dei quali è detto: Per tutta la terra è risuonata la loro voce, e fino ai confini della terra le loro parole 8. Infatti, anche se sono morti prima che la Chiesa si diffondesse in tutto il mondo, tuttavia le loro parole sono giunte sino ai confini della terra. Intendiamo, quindi, che in costoro si sono compiute in modo mirabile le parole che abbiamo lette or ora: La tua verità sarà preparata nei cieli.

4. [v 4.] Ho disposto un testamento per i miei eletti. Hai detto (e voi avete capito) tutto questo; hai detto: Ho disposto un testamento a favore dei miei eletti. Quale Testamento, se non il Nuovo? Quale testamento, se non quello per il quale siamo rinnovati in vista della nuova eredità? Quale testamento, se non quello che dispone per noi quella eredità per il cui desiderio e amore noi cantiamo il nuovo cantico? Ho disposto, dice, un testamento a favore dei miei eletti. L’ho giurato al mio servo David. Con quanta sicurezza parla questo intelligente, la cui bocca è al servizio della verità! Tu l’hai detto e per questo io parlo sicuro; e se una tua parola mi rendeva sicuro, quanto più sarò sicuro ora che l’hai giurato! Il giuramento di Dio è la conferma della promessa. All’uomo è giustamente vietato di giurare 9, per evitare che l’abitudine al giuramento – dato che l’uomo può ingannarsi – lo faccia cadere nello spergiuro. Soltanto Dio giura con piena sicurezza perché non può ingannarsi.

Nel rigenerato ha Cristo il suo regno.

5. [v 5.] Vediamo che cosa abbia giurato Dio. Dice: Ho giurato al mio servo David: renderò stabile per sempre la tua discendenza. La discendenza di David non è altro se non la discendenza di Abramo. Ma, qual è la discendenza di Abramo? L’Apostolo dice: Alla tua discendenza, che è Cristo 10. Cristo, dunque, capo della Chiesa e Salvatore del corpo 11, appartiene alla discendenza di Abramo, e di conseguenza a quella di David, ma noi non siamo forse discendenza di Abramo? Certo che lo siamo! Come dice l’Apostolo: Se voi siete di Cristo, siete dunque discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa 12. Intendiamo, dunque, o fratelli, le parole: Renderò stabile per sempre la tua discendenza come riferite non soltanto a quella carne di Cristo che nacque dalla vergine Maria, ma anche a tutti noi che crediamo in Cristo. Siamo, infatti, membra di quel capo. Questo corpo non può essere decapitato. Se il capo è glorificato per sempre, per sempre sono glorificate anche le membra, in modo che Cristo resti tutto intero per l’eternità. Renderò stabile per sempre la tua discendenza, edificherò il tuo trono di generazione in generazione 13. Crediamo che le parole per sempre abbiano lo stesso significato delle altre: Di generazione in generazione. Prima, infatti, aveva detto: Di generazione in generazione annunzierò la tua verità nella mia bocca. Che significa: Di generazione in generazione? Significa ” per ogni generazione “. Non era, infatti, necessario ripetere la stessa parola tante volte quante sono le generazioni che vengono e passano. Ripetendo, quindi, due volte la parola ” generazione ” indica e sottolinea il moltiplicarsi delle generazioni. Oppure, dobbiamo intendere qui le due generazioni che a voi sono note e delle quali ricordate che io ho già parlato alla vostra Carità? C’è, infatti, la generazione d’adesso, quella della carne e del sangue; e poi, nella resurrezione dei morti, ci sarà un’altra generazione. In questa e in quella si annunzia Cristo; però qui lo si annunzia perché sia creduto, là perché sia veduto. Edificherò il tuo trono di generazione in generazione. Ora Cristo ha in noi il suo trono; egli ve lo ha edificato. Se non avesse, infatti, in noi il tuo trono, non ci governerebbe; e se egli non ci reggesse, da noi stessi cadremmo nel precipizio. Dunque, egli ha il suo trono in noi e in noi regna; e questo suo trono l’avrà anche nell’altra generazione, quella che nascerà dalla resurrezione dei morti. Nei suoi santi, infatti, Cristo regnerà per sempre. È questo ciò che Dio ha promesso: è questo ciò che Dio ha detto. E, se vi sembra poco averlo detto, lo ha anche giurato. Siccome la sua promessa è certa, non in virtù dei nostri meriti ma grazie alla sua misericordia, nessuno deve avere esitazioni nell’annunziare ciò che è indubitato. Nasca, dunque, nei nostri cuori quel vigore da cui ha preso il nome Etan, cioè il ” robusto ” di cuore! Annunziamo la verità di Dio, la sua parola, la sua promessa, il suo giuramento. Annunziamo tutto questo robusti in ogni parte; portiamo Dio e saremo altrettanti cieli.

La conversione del peccatore è più che una resurrezione.

6. [v 6.] I cieli confesseranno le tue meraviglie, Signore. I cieli non confesseranno i loro meriti, ma le tue meraviglie, Signore. Tutte le volte che vediamo usarsi misericordia verso insigni colpevoli, tutte le volte che avviene la giustificazione di un empio, cosa dobbiamo lodare se non le meraviglie di Dio? Tu lo lodi perché sono risuscitati i morti; ancora di più devi lodarlo perché uomini perduti sono stati redenti. Quanto è grande la grazia di Dio, quanto è immensa la sua misericordia! L’uomo che ieri era un otre colmo di vino oggi lo vedi divenuto, uno specchio di sobrietà; ieri era una cloaca di lussuria, oggi è un modello di temperanza. Ieri bestemmiava Dio, oggi lo loda; ieri era schiavo della creatura, oggi rende culto al Creatore. Sono i casi disperati, eppure c’è chi si ravvede. Ebbene, costoro non guardino i loro meriti! Diventino cieli, e divenuti cieli confessino le meraviglie di colui che li ha resi cieli. Dice: Perché vedrò i cieli, opera delle tue dita 14. I cieli confesseranno le tue meraviglie, Signore. E, perché sappiate quali siano i cieli che confessano, guardate dov’è che confessano. Aggiunge infatti: E la tua verità nella Chiesa dei santi. Non v’è dubbio che i cieli sono i predicatori della parola di verità. Ma, dov’è che i cieli confesseranno le tue meraviglie e la tua verità? Nella Chiesa dei santi. Accolga la Chiesa la rugiada che cade dai cieli! I cieli piovano sulla terra assetata, ed essa, accogliendo la pioggia, faccia germogliare i buoni semi, cioè le opere buone. Non produca spine dopo aver ricevuto la pioggia fecondatrice, se non vuole trovare il fuoco al posto del granaio. I cieli confesseranno le tue meraviglie, Signore, e la tua verità nella Chiesa dei santi. I cieli, dunque, confesseranno le tue meraviglie e la tua verità. Tutto quanto annunziano i cieli deriva da te, appartiene a te; per questo essi l’annunziano con sicurezza. Conoscono colui che annunziano e come non avranno da arrossire nell’annunziarlo.

Cristo eccelso tra i figli degli uomini.

7. [v 7.] Che cosa annunziano i cieli? Che cosa confesseranno nella Chiesa dei santi? Chi tra le nubi sarà uguale al Signore? È questo che annunzieranno i cieli? È questo ciò che i cieli faranno piovere? Che cosa? Chi tra le nubi sarà uguale al Signore? Per questo saranno sicuri i predicatori, perché nessuno tra le nubi sarà uguale al Signore. Fratelli, vi sembra una gran lode asserire che tra le nubi non c’è chi uguagli il Signore? Se si sta alla lettera, senza pensare al mistero, non è una gran lode dire che le nubi non uguagliano il Signore. Ci son forse dubbi? Le stelle che stanno al di sopra delle nubi son, forse, alla pari del Signore? Potrà, forse, stabilirsi un confronto tra il Signore e il sole, la luna, gli angeli e i cieli? Perché dunque chiedersi con tanta enfasi: Chi tra le nubi sarà uguale al Signore? Dobbiamo intendere, fratelli, che queste nubi, come i cieli, rappresentano i predicatori della verità: i profeti, gli Apostoli, gli annunziatori della parola di Dio. Che tutti questi predicatori siano chiamati nubi, lo apprendiamo da quella profezia nella quale Dio, adirato, diceva alla sua vigna: Comanderò alle mie nubi che non piovano su di essa. E poi chiaramente specifica quale sia questa vigna, dicendo: La vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele. Dice che questa vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele 15, perché tu non l’intenda in altra maniera e non pensi a una vigna di terra, trascurando gli uomini che in essa sono raffigurati. Non si intenda altro! La casa di Israele si convinca che essa è la mia vigna, e si renda conto di non avermi dato uva ma spine; capisca tutta l’ingratitudine che ha usato verso colui che l’aveva piantata, coltivata e irrigata. Ebbene, se la vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele, che cosa diceva il Signore, adirato, a tale vigna? Comanderò alle mie nubi che non piovano su di essa. E così ha fatto. Gli Apostoli erano stati mandati come nubi perché piovessero acqua sui giudei; ma essi respinsero la parola di Dio producendo spine invece di uva. Allora gli Apostoli dissero loro: Noi eravamo stati mandati a voi; ma, poiché voi avete respinto la parola di Dio, andiamo alle genti 16. E da quel momento le nubi hanno smesso di piovere sopra quella vigna. Orbene, se le nubi sono i predicatori della verità, cerchiamo di comprendere dapprima perché sono nubi. Sono cieli e sono nubi: sono cieli per lo splendore della verità, e sono nubi a cagione della carne che li ricopre. Tutte le nubi, infatti, sono oscure a causa della mortalità: esse vengono e passano. Riferendosi a questa stessa opacità della carne, ossia all’oscurità delle nubi, l’Apostolo diceva: Non giudicate niente prima del tempo, finché non verrà il Signore e illuminerà i recessi delle tenebre 17. Attualmente tu percepisci ciò che l’uomo dice, ma non vedi ciò che ha nel cuore. Vedi ciò che sgocciola dalla nube, ma non vedi ciò che è nascosto nella nube. Chi ha l’occhio capace di penetrare entro la nube? Le nubi sono, dunque, i predicatori della verità nella loro carne. Nella carne è venuto anche il Creatore di tutte le cose. Ma chi tra le nubi sarà uguale al Signore? Ripeto: Chi tra le nubi sarà uguale al Signore, e chi tra i figli di Dio sarà simile al Signore? Dunque, nessuno tra i figli di Dio sarà simile al Figlio di Dio. Certo, anche lui è chiamato Figlio di Dio, come noi siamo detti figli di Dio; ma chi tra i figli di Dio sarà simile al Signore? Egli è l’unico, noi siamo in molti; egli è un’unica persona, noi in lui siamo un unico organismo. Egli è nato, noi siamo stati adottati: egli è dall’eternità il Figlio generato per natura; noi, adottati nel tempo, siamo figli per grazia. Egli è del tutto esente dal peccato, noi siamo stati liberati dal peccato per suo mezzo. Ebbene, chi tra le nubi sarà uguale al Signore, e chi tra i figli di Dio sarà simile al Signore? Noi siamo chiamati nubi per via della carne e siamo predicatori della verità a motivo della pioggia che cade dalle nubi; ma la nostra carne ha un’origine, e la carne di lui ne ha un’altra. Anche noi siamo detti figli di Dio, ma in ben altro modo egli è Figlio di Dio. La sua nube l’ha presa dalla Vergine, ma egli è Figlio fin dall’eternità, uguale al Padre. Chi sarà, dunque, tra le nubi uguale al Signore? E chi tra i figli di Dio sarà simile al Signore? Ci dica lo stesso Signore se ha trovato qualcuno somigliante a lui. Chi dicono gli uomini che sia il Figlio dell’uomo? Ecco, voi mi vedete, mi osservate, cammino tra voi; e per questo, per la mia presenza tra voi, forse non mi calcolate, Ebbene, ditemi: Chi dicono gli uomini che sia il Figlio dell’uomo? Senza dubbio, vedendo il Figlio dell’uomo essi vedono la nube; ebbene dicano o, meglio, dite: Chi dicono gli uomini che io sia? E [i discepoli] gli riferiscono che cosa dicevano gli uomini. Alcuni dicono Geremia, altri Elia, altri Giovanni Battista, oppure uno dei profeti. Hanno nominato molte nubi e molti figli di Dio. Infatti, essendo giusti e santi, erano certamente anche costoro figli di Dio; Geremia, Elia, Giovanni sono figli di Dio, e sono anche nubi in quanto predicatori di Dio. Avete detto quali nubi gli uomini credano che io sia, e tra quali figli di Dio gli uomini mi annoverino. Dite ora anche voi: Chi credete che io sia? Pietro, rispondendo a nome di tutti, uno per l’unità, dice: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente 18. In effetti, chi tra le nubi sarà uguale al Signore? Oppure, chi tra i figli di Dio sarà simile al Signore? Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Non sei come gli altri figli di Dio, che non possono essere uguali a te. Sei venuto nella carne, ma non come le nubi che non possono paragonarsi a te.

Cristo opera in Palestina; il suo messaggio è ora diffuso in tutta la terra.

8. [v 8.] Ebbene, chi sei tu, al quale i discepoli rispondono. Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente, mentre gli altri uomini, non santi né giusti, credevano tu fossi uno dei profeti, Elia o Geremia o Giovanni Battista? Chi sei, dunque, tu? Ascolta le parole che seguono: Dio dev’essere glorificato nel consiglio dei giusti. Ebbene, chi tra le nubi sarà uguale al Signore, oppure, chi tra i figli di Dio sarà simile al Signore, dato che egli è Dio, e Dio dev’essere glorificato nel consiglio dei giusti? Siccome non possono uguagliarsi a lui, decidano di credere in lui. Siccome le nubi e i figli di Dio non possono essere simili a lui, unica prospettiva che rimanga alla debolezza umana è quella suggerita dall’Apostolo: Chi si gloria si glorii nel Signore 19. Dio deve essere glorificato nel consiglio dei giusti; è grande e terribile più di tutti coloro che lo circondano. Dio è ovunque. Chi sono allora quelli che stanno intorno a colui che è dovunque? Se altri gli stanno intorno, ne seguirebbe che egli è limitato da ogni parte. Viceversa, se sono vere le parole dette a Dio e di Dio: Non c’è limite alla sua grandezza 20, chi potrà stargli intorno? Questo se non si pensa che colui il quale è dovunque ha voluto nascere in un solo luogo secondo la carne, vivere in un solo popolo, essere crocifisso, risorgere e salire al cielo da un solo posto. Nel luogo ove faceva tutto questo era circondato dalle genti. Se, peraltro, fosse rimasto là dove fece tutto questo non sarebbe grande e terribile su tutti coloro che lo circondano. Ma egli ha sì predicato in un solo posto, in seguito però ha mandato i predicatori del suo nome in tutto il mondo e a tutte le genti; e così, compiendo miracoli per mezzo dei suoi servi, è divenuto grande e terribile su tutti coloro che lo circondano.

9. [vv 9.10.] Signore, Dio degli eserciti, chi è simile a te? Sei potente, Signore, e la tua verità ti circonda. Grande è il tuo potere! Tu hai fatto il cielo, la terra e tutte le cose che sono nel cielo e nella terra; ma più grande è la tua misericordia, che ti ha portato a diffondere intorno a te la tua verità. Se tu fossi stato annunziato soltanto là dove avevi voluto nascere, soffrire, risorgere e ascendere al cielo, ne sarebbe risultata dimostrata solo la veridicità della promessa di Dio, in quanto tutte queste cose sono accadute per confermare le promesse dei padri. Non si sarebbe, però, avverata l’altra parola: Quanto alle genti, esse glorificano Dio per la sua misericordia 21, se quella verità non si fosse propagata e diffusa tutt’intorno a quel luogo nel quale avevi voluto manifestarti. In quel luogo tuonasti tu stesso da dentro la tua nube ma, per irrigare le genti che stavano attorno hai inviato altre nubi. Nella tua straordinaria potenza hai adempiuto ciò che avevi detto: Vedrete tra poco il Figlio dell’uomo che viene sopra le nubi del cielo 22. Sei potente, Signore, e la tua verità ti circonda.

Le resistenze alla predicazione cristiana.

10. Ma, quando la tua verità ha cominciato ad essere annunziata tutt’intorno, allora le genti hanno ruggito e i popoli hanno tramato cose vane. Si sono levati i re della terra e i principi si sono riuniti assieme contro il Signore e contro il suo Cristo 23. Veramente, quando cominciò ad essere annunziata alle genti la tua verità, come se tu fossi venuto a prenderti in sposa una straniera, ti venne incontro il leone ruggente, ma fu strangolato da te. Tutto questo era stato prefigurato nella vicenda di Sansone 24. Non avreste applaudito alle mie parole, nelle quali il nome di lui non è stato affatto pronunziato, se non lo aveste subito riconosciuto. Mi avete ascoltato, infatti, come uomini abituati ad essere irrorati dalle nubi di Dio. La tua verità, dunque, ti circonda. Ma, quando essa è stata senza persecuzioni, senza opposizioni? Come fu detto di lui che era nato qual segno di contraddizione 25. In effetti il popolo dove tu volesti nascere ed abitare era come una terra separata dalle ondate dei gentili, tanto da apparire arida e bisognosa di pioggia; le altre genti erano, invece, come un mare per la loro amarezza e sterilità. Orbene, cosa dovranno fare i tuoi predicatori inviati a diffondere la verità intorno a te, quando mugghiano le onde del mare? Che cosa faranno? Tu domini sopra il potere del mare. Quale risultato ha, infatti, ottenuto il mare con la sua violenza, se non quello di darci il giorno che oggi celebriamo? Ha ucciso i martiri; ha sparso la semente del sangue, e la messe della Chiesa si è moltiplicata. Avanzino, dunque, sicure le nubi! Diffondano attorno a te la tua verità senza temere le onde rabbiose. Tu domini sopra il potere del mare. Non c’è dubbio che il mare si muove, contraddice, fa un grande fracasso; ma Dio è fedele, e non permette che voi siate tentati al di sopra di ciò che potete sopportare 26. Ebbene, proprio perché è fedele colui che non permette che siate tentati al di là delle vostre forze, tu mitighi l’impeto delle onde del mare.

Cristo strappa a Satana i suoi sudditi.

11. [v 11.] Alla fine, per rendere calmo questo mare o meglio, per placare la sua rabbia, cosa gli facesti? Hai umiliato il superbo come se fosse ferito. C’è, nel mare, un dragone superbo del quale la Scrittura dice: Ordinerò al dragone là nascosto che lo morda 27. Si tratta del dragone del quale altrove è detto: Questo dragone, tu l’hai fatto per prenderti gioco di lui 28, e la cui testa egli percuote mentre si leva sopra le acque. Dice: Hai umiliato il superbo come se fosse ferito. Tu ti umiliasti, ed è stato umiliato il superbo. Il superbo teneva prigionieri i superbi per mezzo della superbia. Il grande si è umiliato e credendo in lui è divenuto piccolo. Mentre il piccolo traeva vigore dall’esempio del grande divenuto piccolo, il diavolo veniva perdendo i suoi sudditi, perché, essendo superbo, era in grado di dominare soltanto sui superbi. Dinanzi a un così grande esempio di umiltà, gli uomini imparavano a condannare la propria superbia e ad imitare l’umiltà di Dio. Così il superbo perdeva i suoi prigionieri ed era umiliato. Non che si ravvedesse, ma veniva schiacciato. Hai umiliato il superbo come se fosse ferito. Tu fosti umiliato e hai umiliato; fosti ferito e hai ferito. Il superbo è stato ferito dal tuo sangue, che venne versato per cancellare la condanna dovuta ai nostri peccati. Perché, infatti, egli insuperbiva, se non perché teneva in mano il biglietto di ricevuta che era a nostro sfavore? Ma tu, con il tuo sangue, hai cancellato questa ricevuta, questa condanna 29. Togliendogli il potere su tante persone tu l’hai ferito. Ferito, naturalmente, qui deve intendersi il diavolo, non nel senso che sia stata trafitta la sua carne, che non ha; ma nel senso che è stato trafitto il suo cuore, nel quale sta la sua superbia. E con il braccio della tua potenza hai disperso i tuoi nemici.

12. [vv 12.13.] Tuoi sono i cieli e tua è la terra. Per te piovono i cieli sopra la tua terra. Tuoi sono i cieli per cui mezzo la verità è stata annunziata intorno a te; tua è la terra che, intorno a te, ha accolto “la verità. Che cosa, poi, è risultato da quella pioggia? Hai fondato la terra e tutto ciò che essa contiene; hai creato l’aquilone e i mari. Nessuno può qualcosa contro di te, contro il suo Creatore. Senza dubbio, il mondo nella sua malvagità può infuriare, avvalendosi della sua volontà perversa; ma potrà, forse, andare oltre i limiti fissatigli dal Creatore di tutte le cose? Perché dovrò, dunque, temere l’aquilone o il mare? È vero che nell’aquilone c’è il diavolo, che disse: Porrò il mio trono nell’aquilone e sarò simile all’Altissimo 30; ma tu hai umiliato il superbo come se fosse ferito. Ciò che tu hai fatto in essi è, dunque, ben più efficace per conservare il tuo potere, di quanto non lo sia la volontà di costoro nel dare sfogo alla loro malvagità. Hai creato l’aquilone e i mari.

Cristo nostra luce e nostro liberatore.

13. [v 13.] Il Tabor e l’Ermon esulteranno nel tuo nome. Si tratta di monti identificabili, ma raffigurano un’altra cosa. Il Tabor e l’Ermon esulteranno nel tuo nome. Si dice che Tabor significhi ” luce che viene “. Ma donde viene la luce della quale sta scritto: Voi siete la luce del mondo 31? Essa viene da colui del quale leggiamo: Era la vera luce che illumina l’uomo che viene in questa mondo 32. Dunque, la luce che illumina il mondo viene da quella luce che non è accesa dal di fuori, per cui si debba temere che si spenga. Ebbene da lui deriva la luce, la lampada che non sì pone sotto il moggio, ma sopra il candelabro. La luce che viene, ecco il Tabor. Quanto a Ermon, significa ” esecrazione di lui “. In effetti, quando è venuta la luce s’è compiuta la sua esecrazione. Di chi, se non del diavolo, del ferito, del superbo? È tuo dono infatti l’essere noi illuminati; è tuo dono se ci è divenuto esecrabile colui che ci teneva prigionieri del suo errore e della sua superbia. Per questo il Tabor e l’Ermon esulteranno nel tuo nome. Non nei loro meriti, ma nel tuo nome. Diranno, infatti: Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome da’ gloria. E contro il mare che infuria, aggiungono: affinché non dicano le genti: dov’è il loro Dio? 33

14. [v 14.] Il tuo braccio è potente. Nessuno, dunque, si arroghi qualcosa come sua propria. Il tuo braccio è potente. Siamo stati fatti da te; da te siamo difesi. Il tuo braccio è potente. Si consolidi la tua mano, e sia esaltata la tua destra.

Misericordia e verità del Signore.

15. [v 15.] La giustizia e il giudizio sono la base del tuo trono. Alla fine si manifesteranno la tua giustizia e il tuo giudizio; ora sono celati. A proposito del tuo giudizio è detto in un altro salmo: Per i segreti del Figlio 34. Si manifesteranno il tuo giudizio e la tua giustizia, e gli uni saranno collocati alla destra, gli altri alla sinistra 35. Saranno terrorizzati gli infedeli vedendo ciò che ora non credono e di cui ora si prendono gioco, mentre si rallegreranno i giusti, vedendo ciò che ora credono senza vederlo. La giustizia e il giudizio sono la base del tuo trono. Tutto questo sarà manifesto nel giorno del giudizio. Ma per adesso? La misericordia e la verità precedono il tuo volto. Sarei spaventato dinanzi all’erigersi del tuo trono; temerei la tua giustizia e il tuo giudizio futuro, se non ti precedessero la tua misericordia e la tua verità. Ma, che avrò a temere dal tuo giudizio finale, se con la misericordia che ti precede tu cancellerai i miei peccati e, manifestando la verità, tu adempirai le tue promesse? La misericordia e la verità precedono il tuo volto. Tutte le vie del Signore sono, infatti, misericordia e verità 36.

16. [vv 16.17.] Come non esultare di fronte a tutte queste cose? Ma saremo in grado d’intendere le cose per cui ci rallegriamo? E ci saranno parole adatte ad esprimere la nostra gioia? e potrà la lingua spiegare la nostra letizia? Ebbene, se nessuna parola è capace di tanto, beato il popolo che sa esultare! Oh, che popolo felice! Quanto a te, credi di saper esultare? Non potrai essere in nessun modo felice se non saprai esultare. Ma, che vuol dire ” saper esultare”? Sapere donde ti provenga la gioia che non sai spiegare a parole. Perché la tua gioia non deriva da te, ma chi si gloria, si glori nel Signore 37. Non esultare dunque della tua superbia, ma della grazia di Dio! Cerca di capire com’essa è tanto grande che la lingua non è capace di spiegarla, allora avrai capito cosa voglia dire esultare.

Inconsistenza dei meriti umani.

17. Infine, se hai compreso cos’è esultare per la grazia, ascolta ora l’elogio di tale grazia. Beato – sì, beato – il popolo che sa esultare! Per che cosa? Guarda se non si tratti della grazia, se non si tratti di Dio, con esclusione totale di te stesso. Signore, nella luce del tuo volto cammineranno. Se quel Tabor, se, cioè, ” la luce che viene” non ti camminerà davanti illuminando il tuo volto, la tua fiaccola sarà spenta dal vento della superbia. O Signore, nella luce del tuo volto cammineranno; e nel tuo nome esulteranno tutto il giorno. Quel Tabor e quell’Ermon esulteranno nel nome tuo. Se vogliono esultare tutto il giorno, debbono esultare nel tuo nome. Se invece vorranno esultare nel loro nome, non potranno esultare tutto il giorno. Non persevereranno infatti nella gioia, se si rallegreranno in se stessi; ma, a causa della superbia, cadranno. Per esultare, dunque, tutto il giorno esulteranno nel tuo nome; e saranno esaltati nella tua giustizia. Non nella loro giustizia, ma nella tua: per evitare che, pur avendo zelo per Dio, finiscano per non averlo secondo scienza. L’Apostolo, infatti, descrive certuni che hanno, sì, zelo per Dio, ma non l’hanno secondo scienza. Non conoscono la giustizia di Dio e vogliono stabilire la loro; e, non esultando nella tua luce, non si assoggettano alla giustizia di Dio. Perché? Perché, pur avendo zelo per Dio, non l’hanno secondo scienza 38. Invece, il popolo che sa giubilare (gli altri giubilano, sì, ma non secondo scienza, mentre beato è il popolo che sa giubilare, non quello che non sa!) in che cosa deve giubilare? In che cosa deve esultare questo popolo, se non nel tuo nome, camminando alla luce del tuo volto? Meriterà così di essere esaltato, ma nella tua giustizia. Metta da parte la sua giustizia e si umili! Verrà la giustizia di Dio e sarà esaltato. E nella tua giustizia saranno esaltati.

18. [v 18.] Perché tu sei la gloria della loro virtù, e nel tuo beneplacito si esalterà la nostra potenza. Ogni cosa perché così è sembrato bene a te, non perché noi ne fossimo degni.

19. [v 19.] Perché Dio è il nostro sostegno. Io, come un mucchio di sabbia, sono stato spinto perché cadessi, e sarei caduto se il Signore non mi avesse sostenuto. Perché Dio è il nostro sostegno; e il santo d’Israele, nostro re. Egli è il sostegno, egli ti illumina. Nella sua luce sei sicuro; nella sua luce cammini; per la sua giustizia sei esaltato. Egli ti ha raccolto: egli sorregge la tua debolezza; con la sua forza ti irrobustisce. Con la sua, non con la tua.

La missione dei profeti.

20. [v 20.] Allora tu parlasti di presenza ai tuoi figli e dicesti. Tu parlasti di presenza: cioè, rivelasti queste cose ai tuoi profeti. E parlavi loro di presenza, cioè mediante la rivelazione; ecco perché i profeti erano detti veggenti 39. Vedevano nel loro intimo ciò che dovevano dire all’esterno; in segreto ascoltavano ciò che annunziavano in pubblico. Allora tu parlasti di presenza ai tuoi figli, e dicesti: Ho posto l’aiuto sopra il potente. Sapete chi sia questo potente. Ho esaltato l’eletto in seno al mio popolo. Sapete chi sia questo eletto. È colui per la cui esaltazione voi vi rallegrate.

21. [v 21.] Ho trovato David, mio servo. È il David nato dalla discendenza di David. Col mio santo olio l’ho unto. Di lui, infatti, si dice: Ti ha unto, o Dio, il tuo Dio con l’olio dell’esultanza al di sopra dei tuoi compagni 40.

22. [v 22.] La mia mano lo aiuterà e il mio braccio lo conforterà. Si riferisce all’avere egli assunto l’umanità e preso una carne nel seno della Vergine 41. Parla dell’abbassamento per il quale lui che nella natura di Dio è uguale al Padre si è preso la natura del servo e si è fatto obbediente fino alla morte e alla morte sulla croce 42.

Utilità della lotta interiore.

23. [v 23.] Il nemico non progredirà in lui. Il nemico potrà, sì, accanirsi contro di lui, ma non progredirà in lui. Il nemico è solito fare del male, ma a lui non ne farà. Ma allora perché tormentarlo? Lo metterà alla prova, ma non gli farà del male; con la sua ferocia, anzi, gli gioverà, perché coloro contro i quali incrudelisce, vinceranno e saranno incoronati. Che cosa vinceremmo, infatti, se non ci fossero nemici che infuriassero contro di noi? E dove esperimenteremmo che Dio è il nostro soccorso, se non avessimo da combattere? Il nemico, dunque, fa la sua parte, ma non progredirà in lui, né il figlio dell’iniquità potrà fargli del male.

24. [v 24.] Farò a pezzi i suoi avversari dinanzi a lui. La solidarietà dei loro intenti verrà intaccata, e all’atto stesso di credere verranno spezzettati. Crederanno, infatti, un po’ per volta, e il popolo di Dio li berrà, come bevve la testa del vitello fatta a pezzi. Mosè, infatti, fece sbriciolare la testa del vitello [d’oro]; mischiò all’acqua la polvere [così ottenuta], e la dette da bere ai figli di Israele 43. Non diversamente vengono polverizzati tutti gli infedeli (nel senso che essi abbracciano la fede un po’ alla volta), e così sono bevuti dal popolo di Dio, cioè passano nel corpo di Cristo. E farò a pezzi i suoi nemici dinanzi a lui, metterò in fuga coloro che lo odiano, in modo che non possano nuocere. Ma, forse, alcuni di questi fuggiaschi dicono: Dove andrò lungi dal tuo spirito? Dove fuggirò dal tuo volto44 E vedendo che non c’è luogo ove fuggire dall’Onnipotente, convertendosi, si rifugiano nell’Onnipotente. Metterò in fuga coloro che lo odiano.

Imitiamo la verità e la misericordia del Signore.

25. [v 25.] La mia verità e la mia misericordia sono con lui. Tutte le vie del Signore sono misericordia e verità. Ricordate come potete quante volte ci sono raccomandate queste due cose, affinché ne facciamo offerta a Dio. Come egli manifesta verso di noi la misericordia quando cancella i nostri peccati e la sua verità quando adempie le sue promesse; così anche noi, camminando sulla sua via, dobbiamo ripagarlo con la misericordia e la verità. Con la misericordia, avendo compassione dei miseri; con la verità, non giudicando ingiustamente. La verità non ti privi della misericordia, né la misericordia ti ostacoli in fatto di verità! 45 Se per praticare la misericordia avrai giudicato contro la verità, oppure ti sarai dimenticato di essere misericordioso per applicare rigidamente la verità, non camminerai nella via di Dio, sulla quale si incontrano la misericordia e la verità 46. E nel mio nome sarà esaltato il suo potere. A che scopo trattenerci su queste parole? Siete cristiani: riconoscete qui Cristo.

26. [v 26.] Porrò fin nel mare la sua mano: cioè, egli dominerà le genti. E nei fiumi la sua destra. I fiumi corrono al mare: gli uomini cupidi si lasciano trascinare verso l’amarezza di questo secolo. Ma tutti gli uomini, chiunque siano, saranno sottomessi a Cristo.

27. [vv 27.28.] Egli mi invocherà: Tu sei mio padre, mio Dio e sostegno della mia salvezza. E io lo costituirò mio primogenito, lo renderò eccelso tra i re della terra. I nostri martiri, la cui festa celebriamo, versarono il loro sangue per queste verità, nelle quali essi credettero pur senza vederle. Quanto dobbiamo essere più forti noi, vedendo realizzato ciò che essi credevano! Essi non videro il Cristo esaltato sopra i re della terra. Allora i principi tramavano ancora contro il Signore e contro il suo Cristo. Ancora non si era compiuto ciò che dice più avanti quel medesimo salmo: E ora, o re, comprendete! Rinsavite, tutti voi che governate la terra! 47 Adesso, invece, Cristo è esaltato sopra i re della terra.

28. [v 29.] In eterno gli conserverò la mia misericordia, e con lui sarà fedele il mio testamento. Se merita fiducia quel testamento, lo si deve a lui poiché in lui fu concordato. Di quel testamento infatti egli è il mediatore, il firmatario, il fideiussore e il testimone. Del medesimo testamento egli è l’eredità, e ne è anche il coerede.

I giorni terreni e il giorno eterno.

29. [v 30.] Renderò stabile la sua discendenza nel secolo del secolo. Non soltanto in questo secolo, ma nel secolo del secolo; poiché là passerà un giorno la sua discendenza, che è anche la sua eredità, cioè la discendenza di Abramo, vale a dire Cristo. Ma, se voi siete di Cristo, voi siete, dunque, la discendenza di Abramo 48; e, se riceverete in eterno l’eredità, egli porrà nel secolo del secolo la sua discendenza. E il suo trono come i giorni del cielo. I troni dei re terreni sono come i giorni della terra; ma i giorni del cielo sono ben diversi da quelli della terra. I giorni del cielo sono quegli anni dei quali leggiamo: Tu sei sempre lo stesso e i tuoi anni non verranno meno 49. I giorni della terra sono incalzati da quelli che li seguono, mentre spariscono quelli che li precedono. Ma neppure quelli che vengono dopo restano; vengono e vanno, e sembrano quasi dileguarsi prima di giungere. Così sono i giorni della terra. I giorni del cielo e quegli anni di cui si dice che non vengono meno non hanno, al contrario, né inizio né fine. Nel cielo nessun giorno è pressato tra il giorno di ieri e quello di domani; nel cielo nessuno aspetta il giorno dopo e nessuno perde il giorno di prima. I giorni del cielo sono sempre attuali; e là ci sarà il suo trono in eterno. Rinviamo, se siete d’accordo, ciò che resta del salmo. È lungo e dovremmo un po’ discuterlo con voi nel nome di Cristo. Ristorate le vostre forze! Non quelle dello spirito, perché sotto questo profilo vedo che siete instancabili, ma per quel che concerne il vostro corpo, che dell’anima è il servo. Fate che i vostri corpi possano reggere a questo servizio. Riposatevi alquanto, e quando vi sarete riposati, tornate pure a prendere i cibi [spirituali]. Rivolti al Signore!

SULLO STESSO SALMO 88/89

ESPOSIZIONE

DISCORSO 2

1. Prestate attenzione a ciò che resta del salmo di cui abbiamo parlato questa mattina, e ricevete il saldo del debito di devozione che vi pagherà per mezzo nostro colui che ha creato noi e voi. Nei precedenti versetti del salmo si annunziava il Signore Gesù Cristo in conformità delle promesse di Dio. Di lui parimenti si tratta nei versi che stiamo ora per esaminare. Poco più sopra tra le altre cose si era detto di lui: Io lo costituirò mio primogenito, lo renderò eccelso tra i re della terra. Per sempre gli conserverò la mia misericordia, e con lui sarà fedele il mio testamento. Renderò stabile la sua discendenza nel secolo del secolo, e il suo trono come i giorni del cielo 1. Di tutto questo, come delle altre cose che precedono fin dall’inizio, vi abbiamo detto quel che potevamo.

Dio è misericordioso anche quando usa severità.

2. [vv 31-35.] Ora continua così: Se i suoi figli abbandoneranno la mia legge e non cammineranno nei miei precetti, se violeranno le mie ingiunzioni e non osserveranno i miei comandamenti, visiterò con la verga le loro ingiustizie, e i loro delitti con il flagello. Ma non distoglierò da lui la mia misericordia né lo condannerò nella mia verità. Non violerò il mio testamento né muterò le parole che escono dalle mie labbra. Grande è la stabilità della promessa di Dio! Figli di questo David sono i figli dello sposo: tutti i cristiani sono suoi figli. Orbene, molto è ciò che Dio promette ai cristiani quando assicura che, anche se essi, i suoi figli, avranno abbandonato, come dice, la mia legge e non cammineranno nei miei precetti, se violeranno le mie ingiunzioni e non osserveranno i miei comandamenti, io non li riproverò, né li abbandonerò sì che vadano perduti. Ma cosa farò? Visiterò con la verga le loro iniquità, e i loro delitti con il flagello. La misericordia non è dunque in lui soltanto quando chiama ma anche quando punisce e flagella. La mano paterna sia perciò sopra di te! Se sei un figlio buono, non scrollare il giogo della disciplina. Qual è infatti quel figlio che da suo padre non venga trattato con severità? Lo sferzi pure; basta che non lo privi della sua misericordia. Colpisca pure il colpevole contumace; purché gli conservi l’eredità. Se tu hai ben conosciuto quali sono le promesse del Padre, non temere di essere flagellato ma di essere diseredato. Il Signore infatti corregge chi ama e flagella ogni figlio che accoglie 2. E non tollererà, questo figlio peccatore, di essere flagellato, mentre vede flagellato il Figlio unico che non aveva peccati? Visiterò, dice, con la verga le loro iniquità. Anche l’Apostolo minaccia così: Cosa volete? Che venga da voi con la verga? 3 Essendogli affezionati, i figli non potevano rispondere: Se verrai con la verga, è meglio che non venga. È preferibile infatti subire i rigori della verga del padre che non perire per le lusinghe del ladrone.

La misericordia di Dio e il peccato dell’uomo.

3. Visiterò, dice, con la verga le loro iniquità e i loro delitti con il flagello. Ma non distoglierò da lui la mia misericordia. Da chi? Da quel David al quale ho promesso tutto questo e che con il mio santo olio ho unto a differenza dei suoi compagni 4. Sapete chi è colui dal quale Dio non distoglie la sua misericordia? Qualcuno preoccupato potrebbe dire: Se è vero che parla di Cristo quando asserisce che non distoglierà da lui la sua misericordia, che cosa c’entra il peccatore? Ha forse detto: Non distoglierò la mia misericordia dai peccatori? Al contrario! Dice: Io visiterò con la verga le loro iniquità e i loro delitti con il flagello. E tu per tranquillizzarti t’aspettavi che proseguisse: Ma non distoglierò la mia misericordia da loro. È vero che così recano alcuni codici, ma non sono i più attendibili; inoltre anche quelli che così recano, non specificano nulla al riguardo. In che senso allora Dio non distoglierà da Cristo la sua misericordia? Forse che lo stesso Salvatore del corpo ha commesso peccati in terra o in cielo, egli che siede alla destra del Padre e intercede per noi 5? Eppure è da Cristo che non la distoglie: intendiamo che non la distoglie dalle membra di Cristo, dal suo corpo che è la Chiesa. Afferma pertanto, a modo di paradosso, che Dio non sottrarrà la propria misericordia da lui, quasi che noi non conoscessimo l’unigenito Figlio che è nel seno del Padre. In lui infatti l’uomo non ha una sua personalità, ma in una sola persona egli è Dio e uomo. Non distoglie quindi la sua misericordia da lui, nel senso che non la distoglie dalle sue membra, dal suo corpo. In questo corpo il Cristo, pur essendo in cielo, soffriva ancora delle persecuzioni qui sulla terra, e dal cielo gridava: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Non i miei servi, non i miei santi, non i miei discepoli, ma perché perseguiti me? 6 Era in cielo e nessuno lo perseguitava; eppure gridava: Perché mi perseguiti? Questo perché egli, il capo, conosceva le sue membra e la carità lo teneva unito alla compagine del suo corpo, Allo stesso modo, quando si dice che Dio non allontana da lui la sua misericordia, significa che non la allontana da noi, che siamo le sue membra e il suo corpo. Tuttavia non dobbiamo per questo, abbandonarci tranquillamente al peccato né riprometterci, agendo con malizia, che non ci danneremo qualunque cosa avremo fatto. Ci sono certi peccati e certe colpe delle quali non possiamo trattare né discutere, e il cui elenco, se potessimo farlo, sarebbe senza dubbio troppo lungo. Di fatto però nessuno può dire di essere senza peccato; e chi lo dicesse, sarebbe un bugiardo. Se diremo che non abbiamo peccato, afferma l’Evangelista, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi 7. Ognuno di noi quindi dovrà essere necessariamente punito per i suoi peccati; ma, se è cristiano, la misericordia di Dio non lo abbandona. Non v’è dubbio però che, se sarai giunto a tale perversione da respingere la verga che ti castiga e la mano che ti flagella, da adirarti per le correzioni che Dio ti infligge, da fuggire lontano dal Padre che ti punisce al punto di non riconoscerlo come Padre perché non risparmia il peccatore, ebbene, allora da te stesso ti rendi estraneo all’eredità. Non è Dio che te ne scaccia; tanto è vero che, se tu ti lasciassi castigare, non verresti diseredato. Dice: Ma non distoglierò da lui la mia misericordia né gli farò del male nella mia verità. Se non ci viene sottratta la misericordia di colui che libera, è perché non ci faccia del male la verità di colui che castiga.

Peccatori ostinati e peccatori che si ravvedono.

4. Non violerò il mio testamento né cambierò le parole pronunziate dalle mie labbra. Non voglio divenire menzognero per il fatto che i suoi figli peccano. Ho promesso, mantengo. Supponi pure che essi vogliano peccare irriducibilmente, che vogliano inoltrarsi talmente nel peccato da rendersi esecrabili agli occhi del Padre e meritarsi di essere diseredati. Ma non è forse lui il Dio del quale sta scritto: Da queste pietre egli può suscitare figli di Abramo 8? Vi dico però questo, fratelli: molti cristiani peccano ma in maniera veniale; molti, attraverso le punizioni temporali, sono corretti dal peccato, si emendano e guariscono; ma ce ne sono anche molti che si allontanano del tutto da Dio, resistono con dura cervice alla correzione del Padre e rigettano ostinatamente la stessa paternità di Dio. Pur portando il segno di Cristo, si abbandonano a tali iniquità che non si può fare a meno di applicare loro il detto: Coloro che tali cose compiono non possederanno il regno di Dio 9. Tuttavia Cristo non rimarrà per colpa loro senza eredità. Il buon grano non perirà per colpa della paglia 10, né accadrà che, per colpa dei pesci malvagi, non rimanga nulla del pesce raccolto in quella rete per essere deposto nelle ceste 11. Il Signore conosce i suoi 12. Con sicurezza ce l’ha promesso colui che ci ha predestinati prima che esistessimo; ma coloro che ha predestinati, li ha anche chiamati; coloro che ha chiamati, li ha anche giustificati, e quelli che ha giustificati li ha anche glorificati 13. Pecchino quanto vogliono coloro che hanno perduto la speranza. Ad essi rispondano i membri di Cristo: Se Dio è in nostro favore, chi sarà contro di noi? 14 Dio non ci farà dunque del male nella sua verità né violerà il suo testamento. Il suo testamento resta immutabile, perché egli stesso nella sua prescienza si è predestinato gli eredi e non cambieranno le parole uscite dalle sue labbra.

Resurrezione della carne e vita eterna.

5. [vv 36-38.] Ascolta per accertarti, ascolta per la tua sicurezza, se ti riconosci membro di Cristo. Una volta ho giurato, nel mio santo: non mentirò a David. Aspetti che Dio giuri di nuovo? Quante volte dovrà giurare se, giurando una sola volta, può mentire? Un solo giuramento aveva per la nostra vita colui che per noi ha sacrificato il suo unico Figlio. Una volta ho giurato nel mio santo: non mentirò a David; la sua discendenza resterà in eterno. La sua discendenza resta in eterno, perché il Signore conosce i suoi. E il suo trono sarà come sole dinanzi a me e come luna eternamente piena; e il testimone fedele nel cielo. Suo trono sono coloro nei quali egli domina, coloro al di sopra dei quali siede, coloro che egli governa. Se sono suoi troni, sono anche sue membra, come anche le nostre membra sono il trono del nostro capo. Osservate in qual modo tutte le membra del nostro corpo reggano il nostro capo. Il capo non ha nulla sopra di sé, ma esso è portato dalle altre nostre membra, come se tutto il corpo dell’uomo fosse il trono del capo. Orbene il suo trono, cioè tutti coloro sui quali Dio regna, saranno, dice, dinanzi a me come il sole. Difatti i giusti splenderanno come sole nel regno del Padre mio 15. Come sole spirituale, non corporale; non come il sole che brilla nel cielo e che Dio fa sorgere sopra i buoni ed i malvagi 16. Questo sole infatti non è visibile soltanto dagli uomini, ma anche dagli animali fino alle piccolissime mosche. Quale degli animali, anche più piccoli e vili, non vede questo sole? Al contrario, cosa dice propriamente di quell’altro sole? Come sole dinanzi a me. Non dinanzi agli uomini, non dinanzi alla carne, non dinanzi agli animali soggetti a morire, ma dinanzi a me. E come luna. Ma quale luna? Eternamente piena. Infatti questa luna che conosciamo, anche se è piena, il giorno dopo che è stata piena comincia a decrescere. Dice: Come luna eternamente piena. Il suo trono sarà perfetto come la luna, ma come la luna eternamente piena. Se il tuo trono è come il sole, perché sarà anche come la luna? Le Scritture sono solite raffigurare nella luna la mortalità della carne per il fatto che essa cresce e decresce e che si fa vedere solo a tratti. Inoltre anche Gerico significa “luna”; e l’uomo che scendeva da Gerusalemme a Gerico cadde in mano ai ladroni 17, perché appunto discendeva dall’immortalità nella mortalità. Questa carne è dunque simile alla luna che in ogni stagione e in ogni mese ha la sua fase di crescita e di diminuzione; ma nella resurrezione questa nostra carne sarà perfetta e sarà fedele testimone nel cielo. Ebbene, se noi dovessimo progredire soltanto nell’anima, ci avrebbe paragonati unicamente al sole; mentre, se il perfezionamento fosse circoscritto al solo corpo, ci avrebbe paragonati soltanto alla luna. Siccome però Dio ci perfeziona e nell’anima e nel corpo, facendo riferimento all’anima è detto: Come sole dinanzi a me, perché soltanto Dio vede l’anima. E soggiunge: E come la luna, cioè la carne, eternamente piena, come avverrà nella risurrezione dei morti. E testimone fedele nel cielo, perché vere sono tutte le cose che ci sono state tramandate circa la resurrezione dei morti. Vi scongiuro, ascoltatemi di nuovo su questo tema. Io sarò più esplicito, e voi cercate di tenerlo a mente. So infatti che alcuni di voi hanno già capito, mentre altri forse si stanno ancora chiedendo che cosa io abbia inteso dire. In nessun’altra cosa la fede cristiana incontra tante contraddizioni quanto a proposito della resurrezione della carne. In effetti, colui che nacque per essere il segno di contraddizione 18, per rispondere ai contraddittori risuscitò la sua stessa carne, e poteva, senza dubbio, riprendersi le sue membra talmente risanate che non vi apparissero i segni delle ferite; tuttavia volle conservare le cicatrici nel suo corpo per risanare nel cuore le ferite del dubbio. Eppure in nessun altro argomento la fede cristiana subisce attacchi talmente violenti, ostinati, tenaci ed accaniti come a proposito della resurrezione della carne. Infatti, quanto all’immortalità dell’anima, anche molti filosofi pagani ne hanno largamente discusso, e hanno lasciato scritto, in numerosi e svariati libri, che l’anima umana è immortale. Quando però si giunge al problema della resurrezione della carne, non hanno esitazioni, ma apertamente vi si oppongono. E tanto forte è, la loro contraddizione che sostengono essere assolutamente impossibile che questa carne terrena ascenda in cielo. Ecco perché questa luna è eternamente piena e in che senso essa è nel cielo, testimone fedele contro tutti i contraddittori.

Cristo termine primario delle promesse divine.

6. [vv 39-46.] Questo ci è stato promesso nei riguardi del Cristo: e quanto sono certe tali promesse! quanto sicure, quanto chiare, quanto indubitabili! Infatti, anche se alcune sono velate dal mistero, altre sono così manifeste che possiamo, grazie ad esse, comprendere anche quelle oscure. Stando così le cose, badate alle parole che seguono: Ma tu lo hai scacciato e ridotto al niente. Hai rinviato nel tempo il tuo Cristo. Hai abrogato il testamento del tuo servo; hai profanato nella terra il suo santuario. Hai abbattuto tutte le sue mura; hai sparso la paura nelle sue fortificazioni. Lo hanno saccheggiato tutti coloro che passavano per via; è divenuto lo scherno dei suoi vicini. Hai esaltato la destra dei suoi nemici; hai rallegrato tutti i suoi oppositori. Gli hai sottratto l’aiuto della spada e non lo hai soccorso in battaglia. Lo hai privato di ogni purificazione; hai infranto in terra il suo trono. Hai abbreviato i giorni del suo trono; lo hai coperto di confusione. Che significa tutto questo? Avevi promesso tante cose e poi tu stesso hai fatto tutto il contrario! Dove sono le promesse per le quali poco fa ci rallegravamo, cui applaudivamo con entusiasmo, di cui ci congratulavamo sicuri? Sembrerebbe quasi che uno abbia promesso e un altro abbia rovesciato tutto! Anzi, e questo è ancora più sorprendente, non un altro ma tu stesso. Tu che promettevi, tu che confermavi le promesse, tu che per escludere i dubbi di noi uomini vi interponevi il giuramento: tu avevi promesso tutte quelle cose e poi ti sei comportato così. Come farò a prestar fede al tuo giuramento? Dove troverò la tua promessa? Che vorrà dire tutto questo? Avrà dunque Dio promesso o giurato il falso? Perché allora ha promesso quelle cose e poi in pratica ha fatto queste altre? Ebbene, io dico che si è comportato così proprio per confermare le promesse. Ma chi sono io per affermare cose del genere? Vediamo se dica le stesse cose la Verità, poiché solo allora non saranno campate per aria le mie parole. Nella Scrittura si presenta David come termine delle promesse, le quali però si sarebbero dovute realizzare al completo nella sua discendenza, cioè in Cristo. In quanto dunque rivolte a David, gli uomini si attendevano che tali promesse effettivamente si adempissero in David. E allora, se un qualche cristiano avesse detto: Si parla di Cristo, altri avrebbero potuto replicargli: No! si parla di David. E lo stesso veder realizzate in David tutte le promesse avrebbe convalidato l’errore. Ebbene, Dio non completò le sue promesse nella persona di David in modo che, vedendo che in lui non si sono realizzate quelle promesse che pur dovevano necessariamente realizzarsi, tu cerchi un altro nel quale si trovi la loro realizzazione. Una cosa simile accadde in Esaù e Giacobbe. La Scrittura ci presenta il minore che ossequia umilmente il maggiore, mentre sta scritto: Il maggiore servirà il minore 19. In tal modo tu, vedendo che quella profezia non si compie in quei due antichi personaggi, aspetterai i due popoli nei quali si compiano le promesse che Dio, verace, si è degnato di fare. A David disse: Ecco, io porrò sopra il tuo trono uno della tua discendenza 20. Promette che dalla sua stirpe trarrà origine un qualcosa che sussisterà in eterno. Nasce quindi Salomone, il quale è tanto sapiente da far ritenere essersi realizzata in lui la promessa di Dio concernente l’erede di David. Ma Salomone decadde e la sua caduta divenne occasione per sperare ancora nel Cristo. Dio infatti, il quale non può né ingannarsi né ingannare, sapendo che Salomone sarebbe caduto, non poteva fare di lui il termine della sua promessa; e tu, vedendo la fine dei suoi giorni, avresti volto lo sguardo a Dio invocandone colui che aveva effettivamente promesso. Ebbene, Signore, hai tu forse mentito? Non adempi ciò che hai promesso? Non manifesti ciò che hai giurato? Forse a questo punto Dio ti avrebbe potuto rispondere: Certo che ho giurato e promesso! ma lui non ha voluto perseverare. Ma come? Tu, Signore Dio, non sapevi in anticipo che costui non avrebbe perseverato? Certamente lo sapevi. Perché allora mi promettevi realtà eterne in una persona che sapevi non avrebbe perseverato? Non avevi forse detto: Anche se abbandoneranno la mia legge e non cammineranno nei miei precetti e non osserveranno i miei comandamenti e violeranno il mio testamento 21, resterà tuttavia salda la mia promessa e il mio giuramento si adempirà? Una volta ho giurato nel mio santo, cioè nel mio segreto, in quella stessa fonte ove bevevano i profeti che ci hanno annunziato queste cose. Una volta, dice, ho giurato: non mentirò a David. Manifesta dunque ciò che hai giurato; mantieni quello che hai promesso. Le promesse sono state sottratte a David, perché non le si attendesse realizzate in questo David. Aspetta dunque ciò che io ho promesso.

Il Salvatore preparato attraverso le vicende del popolo eletto.

7. Tutto questo era noto allo stesso David. Osserva infatti ciò che dice: Tu lo hai scacciato e ridotto al niente. Dove sono allora le tue promesse? Hai rinviato nel tempo il tuo Cristo. Pur inserite in un elenco di sventure, queste parole ci confortano. Ciò che tu, o Dio, hai promesso, resta assolutamente valido. Tu non hai allontanato per sempre il tuo Cristo, ma lo hai solamente rinviato. Guardate dunque che cosa sia accaduto a questo David, nel quale persone ignare speravano che Dio adempisse le sue promesse: in tal modo spererete più tenacemente nelle promesse di Dio, che si adempiranno in un altro. Hai rinviato nel tempo il tuo Cristo; hai abrogato il testamento del tuo servo. Dov’è il Vecchio Testamento dei giudei? Dov’è quella terra promessa, nella quale peccarono mentre vi abitavano e da cui emigrarono quando fu devastata? Cerchi il regno dei giudei, e non lo trovi; cerchi l’altare dei giudei, e non c’è più; cerchi il sacrificio dei giudei, non c’è; il sacerdozio dei giudei, e non esiste. Hai abrogato il testamento del tuo servo; hai profanato in terra il suo santuario. Cioè hai mostrato che era terreno tutto quello che di sacro essi possedevano. Hai abbattuto tutte le sue mura, con le quali lo avevi protetto. Come avrebbero infatti potuto depredarlo, se le sue mura non fossero state distrutte? Hai sparso la paura nelle sue fortificazioni. Perché menzionare la paura? Affinché ad ogni peccatore si possano dire le parole: Se Dio non ha risparmiato i rami naturali, non risparmierà neppure te 22. Continua: Lo hanno saccheggiato tutti coloro che passavano per via. Ossia: tutte le genti passando per la via, cioè per questa vita, hanno saccheggiato Israele, hanno saccheggiato David. Guardate dapprima i brandelli di quel popolo dispersi tra le genti. È dei giudei infatti che sta scritto: Saranno preda delle volpi 23. La Scrittura chiama volpi i re empi, ingannatori e paurosi, che la potenza altrui spaventa. Non a caso il Signore stesso, parlando di Erode che lo minacciava, disse: Dite a quella volpe 24. Il re che non teme alcun uomo non è una volpe. Tale il leone della tribù di Giuda, al quale sono rivolte le parole: Sei salito e sdraiandoti hai dormito come un leone 25. Nel tuo potere sei salito, nel tuo potere hai dormito: hai dormito perché lo hai voluto. Per questo dice in un altro salmo: Io ho dormito. Non sarebbe stata già completa la frase se avesse detto solamente: Ho dormito e ho preso sonno; e mi sono svegliato perché il Signore mi sorreggerà 26? Perché aggiunge anche io? E questo io dobbiamo pronunziarlo con grande enfasi. Io ho dormito! I giudei infuriarono e perseguitarono, ma se io non avessi voluto, non mi sarei addormentato. Io ho dormito! Ebbene, di coloro di cui si diceva: Saranno preda delle volpi, è detto anche ora: Lo hanno saccheggiato tutti coloro che passavano per via: è divenuto lo scherno dei suoi vicini. Hai esaltato la destra dei suoi nemici; hai rallegrato tutti i suoi oppositori. Guardate ai giudei e vedete come tutte quelle predizioni si sono avverate. Gli hai sottratto l’aiuto della spada. Ma come? Non erano soliti combattere in pochi e vincere molti nemici? Gli hai sottratto l’aiuto della spada e non lo hai soccorso in battaglia. Fu per sua colpa se fu vinto e preso prigioniero, se fu scacciato dal suo regno e disperso: perse infatti la sua patria perché, amandola sregolatamente, uccise il Signore. Gli hai sottratto l’aiuto della spada e non lo hai soccorso in battaglia. Lo hai privato di ogni purificazione. Che significa questo? Tra tutti i mali questo desta un grande terrore. Ci castighi Dio quanto vuole; si adiri quanto vuole contro di noi, ci flagelli, ci colpisca; ma ci flagelli tenendoci legati [a sé] al fine di purificarci. Non ci privi della purificazione. Quando infatti priva uno della purificazione, è segno che non vuole più purificarlo ma gettarlo alla perdizione. Ebbene, di quale purificazione viene privato il giudeo? Della fede. È infatti per mezzo della fede che viviamo 27, quella fede di cui è detto: Con la fede purifica i loro cuori 28. E siccome è soltanto la fede in Cristo che purifica, non credendo in Cristo essi sono privati di ogni purificazione. Lo hai privato di ogni purificazione; hai infranto in terra il suo trono; e giustamente lo hai ridotto in frantumi. Hai abbreviato i giorni del suo trono: credevano infatti che avrebbero regnato in eterno. Lo hai coperto di confusione. Tutte queste cose sono accadute ai giudei: senza tuttavia che il Cristo ci venisse negato. Era solamente differito.

8. [v 47.] Vediamo ora se Dio mantiene davvero le sue promesse. Il profeta ha enumerato tutte le sciagure capitate al popolo e al regno dei giudei. Ma perché non si creda che Dio abbia allora adempiuto pienamente le sue promesse e non ci sia dato un altro regno in Cristo, un regno che non avrà fine, eccolo rivolgere a lui le parole: Fino a quando, Signore? Ti allontanerai per sempre? In effetti nemmeno da loro si allontanerà per sempre, poiché la cecità ha colpito Israele solo in parte affinché entri la totalità dei gentili, e sia così salvo tutto Israele 29. Per il momento tuttavia arde come fuoco la tua ira.

Dio libera l’uomo dalla vanità del peccato.

9. [vv 48.49.] Ricordati quale sia la mia sostanza. Questo David, che nella carne è tra i giudei ma nella speranza è in Cristo, dice: Ricordati quale sia la mia sostanza. Non è venuta meno la mia consistenza per il fatto che sono venuti meno i giudei. Da quel popolo infatti è nata la vergine Maria e dalla vergine Maria è venuta la carne di Cristo: quella carne che non è peccatrice ma purifica i peccati. Là, in quel popolo – dice – è la mia consistenza. Ricordati, quale sia la mia sostanza. Non si è seccata completamente la radice; verrà il discendente al quale fu fatta la promessa, promulgata per mezzo degli angeli e per mano del mediatore 30. Ricordati quale sia la mia sostanza: perché non hai creato invano tutti i figli degli uomini. Ecco: tutti i figli degli uomini sono scivolati nella vanità, ma tu non li avevi creati invano. Se dunque tutti sono scivolati nella vanità coloro che tu non avevi creati invano, non ti sei forse riserbato un mezzo per purificarli dalla vanità? Certo: il mezzo da te apprestato per purificare gli uomini dalla loro vanità è il tuo Santo, nel quale è la mia consistenza. Per lui ottengono la purificazione dalla propria vanità tutti coloro che tu non avevi creato invano e ai quali sono rivolte le parole: Figli degli uomini, fino a quando sarete duri di cuore? Perché amate la vanità e cercate la menzogna? Forse, presi da preoccupazione, abbandoneranno la vanità e, accorgendosi di essere stati inquinati dalla vanità, cercheranno come purificarsi. Aiutali, rassicurali! E sappiate che il Signore ha reso mirabile il suo santo 31. Ha reso mirabile il suo santo: per lui ha purificato tutti dalla vanità. In lui, dice, è la mia consistenza. Ricordati di lui! Perché non hai creato invano tutti i figli degli uomini. Hai dunque serbato loro qualcosa con cui purificarli. Chi è costui? Chi è l’uomo che vivrà e non vedrà la morte? Sì veramente, quest’uomo che vivrà e non vedrà la morte è colui che purifica dalla vanità. Dio infatti non creò per la vanità tutti i figli degli uomini né può il Creatore di tutti disinteressarsi di loro al punto da non convertirli né purificarli.

La resurrezione di Cristo.

10. Chi è l’uomo che vivrà e non vedrà la morte? Risuscitando dai morti, egli più non morrà e la morte non avrà il potere su di lui 32. Di lui in un altro salmo si leggono le parole: Non abbandonerai l’anima mia nell’inferno né permetterai al tuo santo di vedere la corruzione 33. L’insegnamento apostolico fece propria questa testimonianza e la allega, negli Atti degli Apostoli, in una controversia contro gli increduli: Uomini fratelli, sappiamo che il patriarca David è morto e la sua carne ha visto la corruzione 34; quindi non si riferiscono a lui le parole: Non permetterai al tuo santo di vedere la corruzione. Ma allora, se non è stato detto di David, di chi si dice: Chi è l’uomo che vivrà e non vedrà la morte? Forse non sono state dette di nessuno. Ma se si chiede: Chi è?, è perché tu ricerchi [di chi si tratti], non perché desista dal ricercare. E probabilmente ci dovrà essere un qualcuno che vivrà e non vedrà la morte. Perché mai, allora, non dovranno riferirsi a Cristo che è morto? Non c’è assolutamente nessun altro uomo che vivrà e non vedrà la morte all’infuori di colui che morì per noi mortali. E affinché ti convinca che è proprio di lui che si parla, osserva le parole che seguono. Chi è l’uomo che vivrà e non vedrà la morte? Ma si tratta proprio di uno che non è morto mai? No! Si tratta di uno che è morto. In qual modo allora vivrà e non vedrà la morte? Libererà la sua anima dalle mani dell’inferno. Ecco com’è veramente solo, assolutamente unico, a vivere e a non vedere la morte: egli libererà la sua anima dalle mani dell’inferno. Infatti anche i suoi fedeli risorgeranno dai morti, vivranno anch’essi in eterno e non vedranno la morte; tuttavia non libereranno da se stessi la loro anima dal potere dell’inferno. Colui che ha liberato la sua anima dal potere dell’inferno libera anche le anime dei suoi fedeli; da se medesimi infatti non possono liberarsi. Dimostrami che egli ha liberato la sua anima. Ho il potere di dare la mia anima e ho il potere di prenderla di nuovo. Nessuno me la toglie (difatti, io ho dormito 35) ma io stesso la do e di nuovo la prendo 36. Poiché è lui che libera la sua anima dalle mani dell’inferno.

11. [v 50.] Ma nella religione di Cristo si è sofferto parecchio, e per lungo tempo hanno detto furiose le genti: Quando morirà, e il suo nome perirà? 37 Ebbene, in vista di quanti già credono in Cristo ma dovranno sia pure temporaneamente soffrire, continua dicendo: Dove sono le tue antiche misericordie, Signore? Già conosciamo Cristo e la sua opera purificatrice; già abbiamo colui nel quale adempi le promesse. Manifesta in lui ciò che hai promesso. Lui è l’uomo che vivrà e non vedrà la morte; è colui che ha liberato la sua anima dal potere dell’inferno. E tuttavia noi ancora soffriamo! Queste sono le cose che han detto i martiri, la cui festa oggi celebriamo. Egli vivrà e non vedrà la morte, egli ha liberato la sua anima dalle mani dell’inferno; eppure noi, per causa sua, siamo uccisi ogni giorno, siamo considerati come pecore da macello 38. Dove sono le tue antiche misericordie, Signore? quelle che giurasti a David nella tua verità?

Le umiliazioni inflitte ai primi cristiani.

12. [v 51.] Ricordati, Signore, dell’umiliazione dei tuoi servi. Egli vive, è già nel cielo seduto alla destra del Padre; e intanto i cristiani sono coperti di vergogna: per lungo tempo è stato considerato un delitto appartenere a Cristo. Colei che un tempo era vedova ma poi partorì ed ebbe una discendenza più numerosa di quella che aveva il marito 39, dovette udire offese e insulti. Ma la Chiesa si è moltiplicata estendendosi a destra e a sinistra, e non si ricorda più dell’ignominia della sua vedovanza. Ricordati, Signore! In te, nel tuo ricordo, c’è una immensa dolcezza. Ricordati: non ti dimenticare! Di che cosa ti devi ricordare? Ricordati dell’umiliazione dei tuoi servi, delle offese di molte genti che io mi racchiudevo in seno. Andavo a predicare, dice in sostanza, e ascoltavo ingiurie, ma io me le celavo nel seno. Si adempivano in me le parole: Noi siamo maledetti e preghiamo; siamo divenuti come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti 40. Per lungo tempo i cristiani si tennero celati nel loro seno, nel loro cuore, gli insulti, né osarono opporre resistenza a chi li insultava. Tempo addietro sarebbe stato considerato delitto replicare a un pagano; ora è un delitto restare pagani! Ringraziamo il Signore! Si è ricordato dei vituperi da noi subiti e ha innalzato il potere del suo Cristo, rendendolo ammirabile dinanzi ai re della terra. Ora nessuno insulta più i cristiani; oppure, se li insulta, non lo fa pubblicamente. È più grande il timore di essere udito, che non la voglia di essere creduto. Perché mi son racchiuso in seno le offese di molte genti.

Innumerevoli le difficoltà contro la resurrezione.

13. [v 52.] Questo mi hanno rinfacciato i tuoi nemici, Signore. Sia i giudei che i pagani. Questo mi hanno rinfacciato. Che cosa? Il cambiamento del tuo Cristo. Questo mi hanno rinfacciato: Il cambiamento del tuo Cristo. Cioè mi obiettavano che Cristo era morto, che Cristo era stato crocifisso. Ma cosa obiettate, o insensati? Anche se ora non c’è più nessuno che sollevi di queste obiezioni, tuttavia, se qualcuno è rimasto, perché obiettarmi ancora la morte di Cristo? Egli non cessava d’esistere; si cambiava soltanto! Se lo diciamo morto, è per quei tre giorni [che rimase nel sepolcro]. Ecco in sostanza che cosa mi hanno rinfacciato i tuoi nemici: non la eliminazione, non la distruzione, ma veramente il cambiamento del tuo Cristo. Egli si cambiava. Ed effettivamente egli si è cambiato passando da una vita temporale a una vita eterna, passando dai giudei alle genti, passando dalla terra al cielo. Vengano fuori ora i tuoi fatui nemici e mi rinfaccino ancora il cambiamento del tuo Cristo! Volesse il cielo che loro stessi si cambiassero! Non avrebbero allora niente da ridire sul cambiamento di Cristo. Ma il cambiamento di Cristo è loro sgradito perché essi non si vogliono cambiare. Per loro infatti non c’è cambiamento: non hanno timore di Dio 41. Questo mi hanno rinfacciato i tuoi nemici: il cambiamento del tuo Cristo.

Dio è padre, la Chiesa madre.

14. [v 53.] Essi mi rinfacciavano quel cambiamento; e tu che cosa facevi? La benedizione del Signore per sempre: così sia, così sia. Rendiamo grazie alla sua misericordia; rendiamo grazie alla sua grazia! Noi rendiamo grazie, ma non diamo [la grazia], non la ridoniamo né l’applichiamo o restituiamo. Noi soltanto con la parola diciamo grazie; mentre riceviamo la grazia nella realtà. Egli ci ha salvati gratuitamente, senza tener conto della nostra empietà. Ci ha cercati senza che noi lo cercassimo; ci ha trovati, ci ha redenti, ci ha liberati dalla soggezione al diavolo e dal potere del demonio. Per purificarci, con la fede ci ha incatenati e con questo ci ha liberati da quei nemici che non credono e che perciò non possono essere purificati. Dicano ciò che vogliono coloro che sono rimasti [pagani] e che ogni giorno restano sempre di meno! Obiettino, deridano, rimproverino il cambiamento del tuo Cristo, non la sua eliminazione. Non si rendono conto che, mentre vanno dicendo tali cose, la loro genia scompare, o perché credono o perché muoiono? La loro maledizione è temporale; la benedizione del Signore invece è eterna. E per confermare questa benedizione escludendo così ogni timore, aggiunge: Così sia, così sia! Questa è la firma di garanzia di Dio. Sicuri pertanto delle sue promesse, crediamo nelle cose passate, riconosciamo le presenti e speriamo nelle future. Il nemico non ci distolga dalla via, affinché colui che ci accoglie sotto le sue ali come pulcini, possa riscaldarci. Non allontaniamoci dalle sue ali, se non vogliamo che il falco volante per l’aria ci rapisca mentre siamo ancora pulcini implumi. Il cristiano non deve infatti sperare in se stesso; se vuole essere sicuro, cresca al tepore materno. Cristo è la gallina che riunisce i suoi pulcini, di cui egli stesso parla rimproverando la incredula città di Gerusalemme: Quante volte ho cercato di riunire i tuoi figli come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le sue ali, e non hai voluto! Ecco, la vostra casa vi resterà abbandonata 42. Per questo è qui detto: Hai sparso la paura nelle sue fortificazioni. Poiché dunque essi non vollero ripararsi sotto le ali di questa gallina (e con ciò ci hanno dato un esempio di come dobbiamo aver paura degli spiriti impuri dell’aria che cercano sempre di rapirci), entriamo noi sotto le ali di questa gallina: sotto le ali della divina Sapienza, la quale per noi, suoi pulcini, si è indebolita sino alla morte. Amiamo il Signore, Dio nostro; amiamo la sua Chiesa! Amiamo lui come padre, la Chiesa come madre. Amiamo lui come signore, la Chiesa come sua ancella. Difatti noi siamo i figli dell’ancella. Ma questo matrimonio è cementato da grandissima carità: non si può offendere una parte e riscuotere benevolenza presso l’altra. Nessuno dica: ” Rendo culto agli idoli, consulto gli àuguri e gli indovini, però non abbandono la Chiesa di Dio: sono cattolico “. Da una parte rispetti la madre, dall’altra offendi il padre. Un altro dice: ” Lungi da me un tale comportamento! Io non consulto gli indovini, non vado in cerca degli àuguri né di oracoli sacrileghi, non adoro i demoni, non rendo culto alle pietre: però appartengo alla fazione di Donato “. Che ti giova rimanere nelle grazie del Padre, se questi vendica la madre quando la si offende? Che ti giova confessare il Signore, onorare Dio, annunziarlo, riconoscere il suo Figlio, proclamare che siede alla destra del Padre, se poi oltraggi la sua Chiesa? Non ti dicono nulla gli esempi del matrimonio umano? Poni il caso di avere un patrono che ogni giorno ti premuri di ossequiare, alla cui soglia ti rechi ogni giorno per offrire i tuoi servigi (non dico solo per riverirlo ma addirittura per adorarlo), a cui presti insomma ogni omaggio della tua fedeltà. Ebbene, se tu diffondessi una sola calunnia nei riguardi della sua sposa, crederesti di poter ancora entrare nella casa di quel tale? Ebbene, fratelli, tenetevi tutti stretti insieme a Dio come padre, e alla Chiesa come madre. Celebrate nella sobrietà il giorno natalizio dei Santi. Imitate in questo modo coloro che ci hanno preceduti cosicché possano allietarsi per voi, essi che per voi pregano affinché la benedizione del Signore rimanga sempre sopra di voi. Così sia, così sia!

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