Location,TX 75035,USA

Salmo 137

ArteMusicaPoesia

Salmo 137

Salmi – Capitolo 137

Canto dell’esiliato

[1]Sui fiumi di Babilonia,
là sedevamo piangendo
al ricordo di Sion.
[2]Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.
[3]Là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
canzoni di gioia, i nostri oppressori:
«Cantateci i canti di Sion!».

[4]Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?
[5]Se ti dimentico, Gerusalemme,
si paralizzi la mia destra;
[6]mi si attacchi la lingua al palato,
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non metto Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.

[7]Ricordati, Signore, dei figli di Edom,
che nel giorno di Gerusalemme,
dicevano: «Distruggete, distruggete
anche le sue fondamenta».
[8]Figlia di Babilonia devastatrice,
beato chi ti renderà quanto ci hai fatto.
[9]Beato chi afferrerà i tuoi piccoli
e li sbatterà contro la pietra.

Psalm 137

By the rivers of Babylon we sat and wept
    when we remembered Zion.
There on the poplars
    we hung our harps,
for there our captors asked us for songs,
    our tormentors demanded songs of joy;
    they said, “Sing us one of the songs of Zion!”

How can we sing the songs of the Lord
    while in a foreign land?
If I forget you, Jerusalem,
    may my right hand forget its skill.
May my tongue cling to the roof of my mouth
    if I do not remember you,
if I do not consider Jerusalem
    my highest joy.

Remember, Lord, what the Edomites did
    on the day Jerusalem fell.
“Tear it down,” they cried,
    “tear it down to its foundations!”
Daughter Babylon, doomed to destruction,
    happy is the one who repays you
    according to what you have done to us.
Happy is the one who seizes your infants
    and dashes them against the rocks.

Commento al filmato: nello stupendo “Alla Siciliana” del Concerto in Re min di Bach, i tre Clavicembali e l’Orchestra cantano con armonie affascinanti, struggenti, le lacrime del Popolo di Israele esiliato cui è chiesto «Cantateci canti di Sion!» ma il loro pensiero è tutto rivolto a Gerusalemme:

«Mi si attacchi la lingua al palato se lascio cadere il tuo ricordo, se non innalzo Gerusalemme al di sopra di ogni mia gioia.»

-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.

Commentary on the video: in the wonderful “Alla Siciliana” of Bach’s Concerto in D min, the three Harpsichords and the Orchestra sing with fascinating, poignant harmonies, the tears of the exiled People of Israel who are asked “Sing songs of Zion!” but their thoughts are all turned to Jerusalem:

“My tongue will stick to my palate if I let your memory fall, if I don’t raise Jerusalem above all my joy.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.