Salmo 15
Oso dire infatti alla vostra Carità che Dio, per essere ben lodato dall’uomo, ha cantato lui stesso la propria lode e in tanto l’uomo ha trovato come lodarlo in quanto Dio s’è degnato lodare se stesso. (s. Agostino esposizione sul salmo 144)
Salmo 15
15 (14) L’ospite del Signore
1 Salmo. Di Davide.
Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Chi dimorerà sul tuo santo monte?
2 Colui che cammina senza colpa,
agisce con giustizia e parla lealmente,
3 non dice calunnia con la lingua,
non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulto al suo vicino.
4 Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.
Anche se giura a suo danno, non cambia;
5 presta denaro senza fare usura,
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.
I dare say to your Charity that God, in order to be well praised by man, sang his own praise, and man found how to praise him because God deigned to praise himself. (St. Augustine, exposition on Psalm 144)
Psalm 15
A psalm of David.
1 Lord, who may dwell in your sacred tent?
Who may live on your holy mountain?
2 The one whose walk is blameless,
who does what is righteous,
who speaks the truth from their heart;
3 whose tongue utters no slander,
who does no wrong to a neighbor,
and casts no slur on others;
4 who despises a vile person
but honors those who fear the Lord;
who keeps an oath even when it hurts,
and does not change their mind;
5 who lends money to the poor without interest;
who does not accept a bribe against the innocent.
Whoever does these things
will never be shaken.
Salmo 15a
Commento al filmato:
è di una bellezza e suggestione straordinaria il dialogo del Pianoforte con il Violino nello stupendo “Un poco Presto e con Sentimento” della Sonata in Re min di Johannes Brahms, con note di sorprendente incanto, i due strumenti si impegnano nel racconto del Salmo Responsoriale – è lucesplendente quella che danno al racconto le straordinarie immagini di “Sogno di san Gioachino” di Giotto, “Giacobbe e le pecore di Labano” di Ribera, “Vocazione di san Matteo”di Caravaggio, “san Francesco in estasi” di Giovanni Bellini:
Chi teme il Signore, abiterà nella sua tenda.
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Psalm 15a Video commentary: The dialogue of the Piano with the Violin in the wonderful “Un poco Presto e con Sentimento” of the Sonata in D min by Johannes Brahms is of extraordinary beauty and suggestion, with notes of surprising enchantment, the two instruments engage in the narration of the Responsorial Psalm – the extraordinary images of Giotto’s “Dream of St. Joachim”, “Jacob and the sheep of Laban” by Ribera, “Vocation of St. Matthew” by Caravaggio, “St. Francis in ecstasy” by Giovanni Bellini give the story a shining light:
Whoever fears the Lord will live in his tent.
Salmo 15b
Commento al filmato:
In questo “Largo” dal Concerto in Fa min di Bach, di incantevole bellezza, le note dolcissime del Pianoforte accompagnate dal “Pizzicato” degli Archi si librano in un canto estatico di questo splendido Inno al Timore del Signore – è luce splendente quella che danno al canto del Pianoforte le straordinarie immagini di “Sogno di san Gioachino” di Giotto, “Giacobbe e le pecore di Labano” di Ribera, “Vocazione di san Matteo”di Caravaggio:
Chi teme il Signore, abiterà nella sua tenda.
Salmo 15c
Commento al filmato:
In Questa splendida “Fuga” da Preludio Fuga e Variazione di César Franck le note ora estatiche ora solenni del Pianoforte, cantano con armonie affascinanti questo Inno al Timore del Signore – è luce splendente quella che danno al racconto le straordinarie immagini di “Sogno di san Gioachino” di Giotto, “Giacobbe e le pecore di Labano” di Ribera, “Vocazione di san Matteo” di Caravaggio, “san Francesco in estasi” di Giovanni Bellini:
Chi teme il Signore, abiterà nella sua tenda.
Sant’Agostino Esposizione sui Salmi
SUL SALMO 14/15
ESPOSIZIONE
1. [v 1.] Salmo dello stesso David. Nessuna questione pone questo titolo. Signore, chi sarà ospitato [durante il suo pellegrinaggio] nel tuo tabernacolo? Sebbene talvolta si dica tabernacolo per significare la dimora eterna, tuttavia, se intendiamo la parola nel suo senso proprio, la tenda è una dimora di guerra. Infatti sono detti compagni di tenda i soldati, in quanto hanno in comune la tenda. Questa interpretazione è rafforzata dalle parole: chi sarà ospitato. Poiché in questa vita temporale combattiamo con il diavolo, c’è bisogno allora della tenda, nella quale riposarci. Tale tenda significa soprattutto la fede nella temporale economia di salvezza, che si è compiuta per noi nel tempo attraverso l’incarnazione del Signore. E chi riposerà nel tuo santo monte? Qui si tratta già forse della stessa eterna dimora, in modo che per monte intendiamo la superiore eccellenza dell’amore di Cristo nella vita eterna.
2. [v 2.] Colui che entra senza macchia ed opera la giustizia. Qui ha enunciato ciò che poi svolgerà.
Il cuore sede della verità.
3. [v 3.] Colui che dice la verità nel suo cuore. Alcuni infatti hanno sulle labbra la verità, ma non l’hanno nel cuore. Se qualcuno mostrasse, con intenzione ingannatrice, una strada, sapendo che in essa vi sono i briganti, e dicesse: se vai di qui sarai al sicuro dai ladroni; e accadesse poi che veramente non si incontrassero per quella strada i ladroni, quello avrebbe detto la verità, ma non nel suo cuore. Credeva infatti un’altra cosa, e ha detto il vero senza saperlo. È dunque poco dire la verità, se essa non è anche nel cuore. Che non ha operato inganno con la sua lingua: la lingua opera inganno quando si dice una cosa con la bocca ed un’altra si nasconde nel cuore. Né ha fatto del male al suo prossimo: sappiamo che per prossimo dobbiamo intendere ogni uomo. E non ha accettato infamia contro il suo prossimo, cioè non ha creduto volentieri né temerariamente a chi accusava il suo prossimo.
4. [v 4.] Al suo cospetto il maligno è stato ridotto a niente. Questa è la perfezione, che il maligno non abbia alcun potere contro l’uomo, e che ciò avvenga al suo cospetto: nel sapere cioè con assoluta certezza che il maligno non è nulla, se non quando l’anima si allontana dalla immagine eterna e immutabile del suo Creatore per volgersi all’immagine della creatura, che è stata fatta dal nulla. Ma glorifica invece coloro che temono il Signore: cioè il Signore stesso. L’inizio della Sapienza è il timore di Dio 1. Quindi, come le cose che precedono riguardano i perfetti, così quelle che dirà ora si riferiscono a quelli che sono agli inizi.
Modo di questa presenza.
5. [vv 4.5.] Colui che giura al suo prossimo e non l’inganna; che non ha dato ad usura il suo denaro, e non ha accettato doni a danno degli innocenti. Queste non sono grandi opere; ma chi non è capace di fare neppure queste, molto meno è capace di dire la verità in cuor suo, di non operare inganno con la sua lingua, ma di dire il vero come è nel cuore e di avere nella bocca: sì, sì; no, no 2; di non fare il male al suo prossimo, cioè a nessun uomo, né di accettare insulti contro il suo prossimo: cose che competono ai perfetti, al cui cospetto il maligno è stato ridotto a nulla. Tuttavia, anche riferendosi a queste opere minori, conclude così: chi fa queste cose, non sarà smosso in eterno, cioè perverrà a quelle più grandi opere nelle quali consiste la grande e irremovibile stabilità. Infatti, forse non senza motivo, gli stessi tempi dei verbi sono così variati, in modo da porre al tempo passato la conclusione sopra citata, e quest’ultima al tempo futuro: là infatti è detto: al suo cospetto il maligno è stato considerato nulla, mentre qui si legge: non sarà smosso in eterno.